
PICCOLA CON CICATRICE SU COSCIA POSTERIORE SINISTRA.
COLORE MARRONCINO,
COLLARE AZZURRO, NON CASTRATO NO CIP,ETA’ CIRCA 1 ANNO
CONTATTARMI AL N. 3472444167 .
GRAZIE, ANTONIO

Dato che la Commissione Europea, il Parlamento ed il Consiglio decideranno sulla materia entro i
Per questo abbiamo approntato una campagna, “Cosmetici cruelty-free entro il 2013″, in cui vengono
Non è difficile trovare sostegno su questo tema, perché tutti sono contrari ai test su anima li per i
Infatti, la battaglia per abolire i test cosmetici è stata il motore trainante per l’eliminazione dei test
Per questo è ancora più importante far applicare davvero il divieto totale nel 2013.
Invitiamo dunque tutti a visitare la pagina della Campagna: Cosmetici cruelty-free entro il 2013,
Inviate a tutti i vostri conoscenti questo link, condividetelo su FB, twittatelo, insomma: divulgate!
Grazie!







Inutile che ci giriamo intorno. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo chiaramente: le lobby industriali hanno vinto e noi, che abbiamo lottato per avere una legge europea, adeguata al terzo millennio, abbiamo perso. D’altronde, di solito, è chi ha i cordoni della borsa in mano che vince le battaglie. Certo, nessuno era così ingenuo da pretendere che la sperimentazione animale fosse abolita, quando, ancora buona parte di rossetti e cremine antirughe vengono spalmati per mesi sulle cornee di ratti e conigli, prima di affrontare la suprema prova di labbra e guance umani. Certo, nessuno si aspettava stravolgimenti epocali, da una legge che, come la stragrande maggioranza di quelle europee dice e non dice, consiglia ma non sancisce e soprattutto indica, ma subito dopo, deroga. Chi si aspettava la sterzata decisiva o è ignorante in materia o è un illuso.
Faccio due chiacchiere al telefono con il Dr. Tettamanti, uno dei responsabili scientifici della Lega antivivisezionista e caro amico per le tante battaglie combattute assieme dalla stessa parte. Ciò che ci accomuna, ancora una volta, è la delusione, è la vergogna di vedere scritto su un testo redatto un quarto di secolo dopo (la legge in revisione era del 1986), che è lecito sperimentare ancora sui primati, che è lecito infliggere il dolore più devastante laddove necessario (sic), che è lecito sottoporre ad altri esperimenti chi è già sopravvissuto al gelido bancone di marmo, che è lecito evitare l’anestesia. Tutto questo, come se un quarto di secolo fosse passato inutilmente, come se personaggi di altissima levatura scientifica nel mondo non avessero affermato che è ormai tempo di abbandonare ratti, cani e anfibi, per passare a modelli sostitutivi eticamente più accettabili, ma soprattutto meno fuorvianti per la stessa salute umana.
A Strasburgo, ieri mattina, si è assistito alla vergogna di chi, in dieci minuti, ha licenziato una legge medievale, perché «c’è differenza tra la dignità degli animali e quella degli esseri umani», perché «ci sono gerarchie che vanno osservate», perché «non sono giusti i controlli che ostacolano la ricerca», perché «non dobbiamo nuocere agli interessi dell’industria». A Strasburgo, alle 12 di ieri, gli europarlamentari erano quasi tutti affamati, non come lupi, ma come uomini rapaci, in attesa delle sontuose portate con le quali l’industria farmaceutica e chimica avrebbe satollato ben presto i loro ventri senza fondo. Dieci minuti e via. Niente rinvii (chiesto dalla nostra Sonia Alfano), niente emendamenti (per nulla estremisti) proposti dai Verdi, chissenefrega delle quasi 100.000 firme contro quel testo di legge, degli appelli di ministri (Brambilla, Frattini), di scienziati di caratura mondiale (Veronesi) di personaggi del mondo culturale ed editoriale (Feltri, Tamaro, Maraini, Zeffirelli) e di tutti quelli che non riesco a citare per mere ragioni di memoria, di spazio e di rabbia, che mi offusca un po’ la mente.
Ma come è scritto appena sopra, lecita è la vergogna, ma non la tragedia. La partita è ancora lunga e si sposta sui terreni nazionali e un’altra battaglia è già all’orizzonte.
Diceva Bernard Shaw che «non si deve valutare se un esperimento sull’animale è giustificato o meno, semplicemente dimostrando che è di una qualche utilità. La distinzione non è tra esperimenti utili ed inutili, ma tra comportamenti barbari e civili. La sperimentazione su animali è un male sociale perché anche se comportasse un avanzamento del sapere umano, lo otterrebbe a spese dell’umanità delle persone». Crediamogli
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PARERE SULLA DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO SULLA “PROTEZIONE DEGLI ANIMALI UTILIZZATI A FINI SCIENTIFICI”, REVISIONE DELLA DIRETTIVA 86/609/CE
La revisione della Direttiva 86/609/CE si era resa ancor più necessaria, in particolare dopo l’approvazione del Regolamento Reach per adeguare la Direttiva ad esso.
Con evidenza infatti, proprio nel testo del Regolamento Reach -(CE) n. 1907/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio-, si era aperto un’importante spiraglio riguardo l’uso ed riconoscimento di metodi sostitutivi alla sperimentazione animale e alla promozione di essi, anche attraverso l’istituzione di un centro di ricerca Europeo.
L’attuale proposta di revisione, invece, testo sul quale Parlamento, Commissione e Consiglio si sono accordati nell’ottica di “uno spirito di compromesso globale” e che è nei prossimi giorni in votazione, decisamente non soddisfa le aspettative.
Infatti, le positive premesse del testo originale e gli obiettivi sui quali tale revisione si era basata, non sono stati mantenuti, sebbene esistano alcuni passaggi nei quali la Direttiva attualmente in discussione appare migliorativa.
Ma cio’ che emerge dal testo, in modo evidente, è la pedissequa riproposizione del principio delle “3 R” Replacement, Reduction e Refinement (Ridurre, Raffinare, Rimpiazzare) e il riconoscimento della sperimentazione animale quale metodo scientifico, sebbene, sia doveroso ricordare, che la sperimentazione animale è una pratica che non è mai stata validata quale metodo d’indagine moderno.
La riaffermazione della validità dell’uso dell’animale quale modello predittivo per l’uomo è ancor più anacronistico oggi, dopo le numerose pubblicazioni apparse su prestigiose riviste scientifiche: “Biologi Italiani”, “British medical Journal”, “New Scientist”, “Scientific American”, “Nature”, ed anche “Sapere” hanno più volte sottolineato che la sperimentazione animale è da considerarsi “cattiva scienza” come cita l’articolo di Thomas Hartung, direttore dell’ECVAM, (Centro Europeo per la validazione dei metodi alternativi.
Articolo apparso su “Nature” il 10 novembre 2005).
Un esame accurato della letteratura medica dimostra infatti come la sperimentazione animale abbia, nel complesso, non aiutato, ma bensì confuso ed ostacolato il corso della ricerca medica. In essa il progresso è stato raggiunto, malgrado la sperimentazione animale, grazie a: ricerca clinica, epidemiologia, utilizzo di cellule e tessuti umani coltivati in laboratorio, simulazioni informatiche, metodi di ricerca sul DNA (acido desossiribonucleico).
Paradossalmente, in termini etici e giuridici, questa Direttiva riconosce, come mai prima d’ora, -anche visto il trattato di Lisbona entrato in vigore il 1/12/2009- gli animali quali esseri senzienti, ma, anziché vietarne il loro uso per i giusti motivi etici e scientifici, perfeziona invece le modalità per minimizzare le sofferenze animali, fatta salva comunque una lunga serie di possibili deroghe, autorizzabili da “autorità competenti” e valutabili da “personale competente”.
Si legge infatti: “il principio che l’Europa promuove e tutela il diritto degli animali a non subire sofferenze, in quanto esseri viventi capaci, come l’uomo, di provare dolore”. All’art. 13, in particolare, viene posto l’obbligo per gli Stati membri di rispettare le esigenze del ‘benessere’ degli animali, sia nel settore economico che scientifico.
Da evidenziare, inoltre che la Direttiva, relativamente all’uso dei primati, nonostante ‘a ufficiale posizione che ben 400 parlamentari dell’Ue avevano espresso nel 2007 esortando la Commissione, il Consiglio dei Ministri ed il Parlamento Europeo, contro l’impiego di tali specie nella sperimentazione animale, consente invece la sperimentazione su essi sebbene in modo molto restrittivo.
Emanuela Testai del Dipartimento Ambiente e Prevenzione primaria dell’Istituto Superiore della Sanità sottolinea che: “In Europa, secondo le statistiche, nel 2005 sono stati usati circa 10.400 primati, lo 0.1 % del totale degli animali impiegati. In Europa gli Stati che usano più primati sono Germania, Francia e Regno Unito. In Italia nello stesso anno ne sono stati usati 412, solo il 4% sul totale di quelli europei, prevalentemente per studi su malattie umane, come l’Aids, di neuroscienze, di etologia e per test tossicologici richiesti dalla legge per verificare la sicurezza di alcuni farmaci, ai fini della loro registrazione e immissione sul mercato.”
In Italia, attualmente, l’uso dei primati non umani, così come dei cani e dei gatti, è una deroga concessa dal Ministero della Salute su parere dell’Istituto Superiore di Sanità e solo quando si dimostri che non vi sono alternative al loro uso.
Esattamente come il nuovo testo della Direttiva, sancisce e prevede in merito.?Colpisce inoltre che alcune prescrizioni, in particolare in merito al benessere animale, quali per esempio le dimensioni delle gabbie e del loro arricchimento ambientale siano suggerite dall’evidente riconoscimento delle esigenze etologiche delle specie oggetto di sperimentazione.
Tali modifiche, sono suggerite dall’ esigenza di riduzione dello stress degli animali, conseguente alle condizioni di detenzione che determinano variabili indesiderate negli esperimenti e che si vogliono evitare ai fini del risultato.
Sono quindi duramente criticabili le motivazioni che suggeriscono tali prescrizioni, considerate ipocritamente a vantaggio degli animali, visto che si fondano sull’esigenza dello sperimentatore, ma sarebbe sciocco non riconoscere che cio’ comunque rappresenti un aspetto migliorativo rispetto alla direttiva precedente, almeno come principio giuridicamente formalizzato.
Ciò che in conclusione appare decisamente deludente è che questa revisione avrebbe potuto consentire, anche grazie al Regolamento Reach, di superare la sperimentazione animale a vantaggio di più sicuri, innovativi, etici e scientifici metodi di indagine, uno fra tutti la tossicogenomica. Metodo che consentirebbe, non solo di salvare la vita a milioni di animali innocenti, ma anche di dimezzare i costi e i tempi necessari per l’ottenimento di risultati e di garantire una sperimentazione davvero utile per l’uomo.
La sperimentazione animale frena il progresso della scienza medica e si basa su un sistema del tutto arbitrario che consente, per esempio, l’immissione sul mercato di farmaci che, secondo le statistiche, determinano reazioni avverse e rappresentano la quarta causa di morte nei Paesi industrializzati.
Solo in Europa, ogni anno, circa 200.000 persone muoiono a causa degli effetti collaterali generati dai farmaci.
E’ ora di aiutare il nuovo paradigma che sta già emergendo nella cultura scientifica per una visione olistica, non più riduzionista della scienza, in cui si tenga conto della complessità dei sistemi viventi ed in cui l’animale e l’uomo non vengano equiparati a delle macchine.
Ilaria Ferri
Direttore Scientifico e responsabile campagne internazionali
Ente Nazionale Protezione Animali
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A partire dall’8 settembre il Parlamento europeo esaminerà in seconda lettura la proposta di revisione della direttiva 86/609 sull’utilizzazione degli animali per scopi scientifici.
Noi primi firmatari e garanti del manifesto “La Coscienza degli Animali”, già sottoscritto da migliaia cittadini, non possiamo che dirci sorpresi e sconcertati dai contenuti di tale testo.
La revisione che il Parlamento europeo si appresta ad esaminare non persegue con sufficiente determinazione l’obiettivo di ricercare e diffondere metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, pratica che offende il sentimento collettivo. Inoltre condanna ad una morte ingiusta quanto inutile anche gli animali d’affezione.
A puro titolo d’esempio ricordiamo che la bozza approvata dal Consiglio europeo apre alla sperimentazione su cani e gatti randagi, consente il riutilizzo di animali già sottoposti ad esperimenti, permette la sperimentazione senza anestesia, autorizza interventi invasivi su animali per scopi didattici e ammette procedure di tortura quali il nuoto forzato fino all’esaurimento o l’isolamento di cani o primati per lunghi periodi.
Si tratta con tutta evidenza di pratiche crudeli nei confronti di esseri che hanno un elevato livello di sensibilità e, in molti casi, sviluppano veri e propri sentimenti simili a quelli dell’uomo. Ammettere questi atti di violenza non ci sembra certo in linea con i principi delle istituzioni civili né indispensabile per gli scopi scientifici che tutti vogliamo perseguire.
L’Unione europea ha già dato prova di saggezza e lungimiranza vietando entro il 2013 la vendita di tutti i prodotti cosmetici testati su animali. Ora, onorevoli deputati, ci rivolgiamo a voi perché, nello stesso spirito, vogliate confermare che infliggere inutili sofferenze agli animali è contrario ai principi della nostra civiltà e che lo sviluppo della ricerca scientifica, necessita oltre che di adeguato sostegno finanziario, anche di uno sforzo nella direzione del definitivo superamento della sperimentazione su animali a favore di metodi alternativi ad essa.
Inoltre a nostro parere è necessario che in ogni Istituzione di Ricerca venga creato un Comitato Etico (esattamente come per la ricerca sull’uomo), composto da persone non appartenenti all’Istituzione stessa che, per ogni proposta di ricerca che coinvolga animali di laboratorio, valuti la reale necessità e giustificabilità scientifica, l’utilità per il progresso dell’umanità e la correttezza della conduzione della ricerca nel rispetto del mondo animale.
Noi firmatari abbiamo scelto di essere “La Coscienza degli Animali” e di dedicare il nostro impegno per dare voce a chi voce non ha. Vi chiediamo di essere al nostro fianco dalla parte delle migliaia di animali che ogni giorno soffrono in silenzio, sottoscrivendo la lettera aperta a tutti i parlamentari che troverete andando sul link
Interpreterete così – ne siamo certi – anche il sentire più autentico della maggioranza dei cittadini Europei
Il rispetto per la Vita è una delle grandi conquiste dell’uomo, è un segno di civiltà.
E la Vita non è solo la “nostra” Vita, ma anche quella di tutto ciò che ci circonda.
Chi rispetta la Vita deve rispettarne ogni forma.
Chi è crudele con gli animali lo è anche con gli esseri umani.
Gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti.
Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita.
Infliggere loro sofferenze per crudeltà, o peggio per divertimento, è un atto di violenza e un segno di arretratezza morale che non fa parte del mondo civile.
Per questo è necessario porre un freno al massacro degli animali nella stagione venatoria, fino alla totale abolizione della caccia. Non è degno di un Paese civile uccidere per sport, spesso con metodi crudeli, esseri viventi ignari e indifesi.
Per questo va eliminata la inumana detenzione di animali nei circhi e negli zoo.
Per questo va drasticamente vietata l’importazione di animali esotici da altri Paesi e continenti.
Per questo va regolamentato il barbaro trasporto di animali da macello in condizioni vergognose, senza cibo e acqua per giorni, ammassati in spazi invivibili. Anche agli animali presenti negli allevamenti occorre garantire un ambiente sano e che consenta libertà di movimento.
Per questo deve essere sempre vietato il feroce sgozzamento degli animali da macello senza stordimento e la conseguente agonia per dissanguamento.
Per questo va vietata e penalizzata la vivisezione, che è priva di reale validità scientifica.
Va inoltre punito più severemente l’abbandono degli animali domestici e la loro detenzione in condizioni degradanti e va promossa un’azione di sensibilizzazione contro l’uccisione di animali per ricavarne capi di abbigliamento, come le pellicce.
Gli animali nascono uguali davanti alla Vita e per questo hanno il diritto di essere rispettati.
Rispettando gli animali, rispettiamo noi stessi, la natura di cui facciamo parte e, soprattutto, rispettiamo il valore della Vita, non dimentichiamo queste parole :
In quante, troppe, case c’è una piccola vaschetta di plastica con due centimetri d’acqua in cui agonizza, per anni e anni, una disperata Tartaruga d’acqua dolce, senza né poter stare all’asciutto, né poter nuotare!
Uno dei maltrattamenti più silenziosi, una forma di, sia pur talvolta inconsapevole, sadismo al quale l’uomo sottopone queste mute creature che hanno la disgrazia di essere resistentissime.
Le Tartarughe d’acqua dolce, che arrivano a noi direttamente dal Mesozoico e dal Triassico, non trascorrono, in natura, la vita interamente in acqua, ma conducono un’esistenza prettamente anfibia, rimanendo diverse ore a prendere il sole sulle rive, aggrappate a un tronco o a masse di vegetazione galleggiante.
Fortunatamente, le specie marine sono tutte indistintamente protette, ma per le Tartarughe d’acqua dolce la sorte è generalmente drammatica. Le più fortunate sono quelle ospitate all’aperto in un laghetto di un Parco o di privati; ma le Tartarughe tenute in casa languiscono in vaschette la cui commercializzazione andrebbe categoricamente proibita. Per garantire alle Tartarughe d’acqua una dignitosa ospitalità domestica, occorre un acquaterrario che offra la possibilità di raggiungere agevolmente sia una parte asciutta (con fondo di ghiaia o di sabbia) sia la vasca con acqua profonda almeno mezzo metro.
Per le Tartarughe è indispensabile poter fare bagni di sole, che permettono la sintesi della vitamina D e il corretto metabolismo del calcio e del fosforo, minerali fondamentali per questi animali dall’imponente struttura ossea. Allo stesso modo, è assolutamente necessario che le Tartarughe possano, al contempo, anche poter scegliere di accedere ad una zona ombrosa, per evitare il surriscaldamento corporeo. Non potendo collocare l’acquaterrario in una posizione abbondantemente illuminata dai raggi del sole, si possono utilizzare lampade che emettano lo spettro completo di radiazioni, compresi i raggi ultravioletti.
La dieta delle Tartarughe d’acqua dolce deve essere costituita da pesce crudo, carne tritata, fegato, molluschi, crostacei, foglie di lattuga, alimenti per cani e gatti, mangime liofilizzato specifico e, ogni tanto, un po’ di frutta. I mangimi liofilizzati specifici, da soli, non sono assolutamente sufficienti!
Molte Tartarughe detenute nelle criminali vaschette commerciali con due centimetri d’acqua, soffrono di gravi patologie a causa dell’immobilità forzata, dell’impossibilità di nuotare come dovrebbero e di stare all’asciutto, dell’errata alimentazione, dell’acqua sporca, dell’assenza o scarsità di luce solare, della dieta poco variata, della temperatura sbagliata: ecco quindi insorgere il rammollimento della corazza, la paralisi, congiuntiviti e altre patologie oculari, micosi, raffreddori, noduli, ascessi…
Cosa possiamo fare?
Iniziare a diffondere queste prime informazioni di base, sensibilizzare negozianti e persone in genere sulla crudeltà del detenere le Tartarughe d’acqua dolce nelle feroci vaschette commerciali. Sarebbe utile fare pressioni sulle case produttrici affinché aumentassero le misure delle vaschette e sui politici perché stabilissero, per legge, misure minime; l’obiettivo finale dovrebbe essere la proibizione della commercializzazione delle Tartarughe d’acqua dolce, così come già avviene per le Tartarughe marine.
Se conoscete qualcuno che detiene Tartarughe d’acqua dolce nelle vaschette domestiche, fategli sapere che liberare le stesse nel lago di un Parco o di un privato è pericolosissimo: la lunga permanenza in quella che equivale esattamente ad una vera e propria bara, paralizza o rende gravemente disabili le Tartarughe.
Quindi: prima di liberarle, andranno riabilitate al nuoto da persona esperta e compassionevole, in vasche con poca acqua, aumentando via via la profondità.
Purtroppo, in Italia, esistono pochissimi centri di recupero per Tartarughe d’acqua dolce, e i Parchi generalmente non accettano altre Tartarughe. La legge non contempla ancora questa problematica.
Quando veniamo a conoscenza di Tartarughe d’acqua dolce tenute nelle vaschette domestiche, e’ nostro dovere convincere il proprietario o a fornirsi di un adeguato acquaterrario o a riabilitare e liberare le Tartarughe, cercando il laghetto di un privato disponibile.
Questo è solo un primo confuso appello. Mi auguro si riescano a mettere insieme idee, proposte; insomma, mi auguro che la silenziosa e disperata sofferenza delle Tartarughe d’acqua dolce bloccate nei due centimetri d’acqua delle vaschette domestiche, e private di tutto, inizi a vedere uno spiraglio di speranza!
(informazioni scientifiche tratte da “Tartarughe e Tartarughine terrestri e acquatiche” di Enrique Dauner e Filippo Vaini – De Vecchi Editore).

13 marzo 2010. Questi sono dati, nudi e crudi. Io non commento. Pensateci voi se volete. Le maggiori associazioni protezionistiche del paese hanno commissionato a Ipsos un sondaggio sulla caccia. ENPA, LAV, Legambiente, Lipu e WWF Italia sciorinano dati che non ammettono dubbi. Il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario.
Conviene spiegare, a chi non è del mestiere, che i cacciatori possono liberamente entrare nella proprietà privata di Mario Rossi, se questa si trova in territorio di caccia, mentre uno che voglia fotografare un uccello non può, se non ha il permesso del proprietario. Torniamo a Ipsos. L’84% degli intervistati consentirebbe la licenza di caccia soltanto a 21 La stessa percentuale di cittadini chiede, per ragioni di sicurezza pubblica, che la licenza venga ritirata allo scadere dei 70 anni. L’86 % è favorevole ad aumentare la distanza di divieto di caccia, oggi fissata in 100 metri dalle abitazioni (verso le quali è vietato sparare da 150 metri), in 50 metri da strade e ferrovie (sempre con i 150 metri di “franchigia”) e in 100 metri da macchine agricole in funzione nonché fondi in cui vi sia bestiame al pascolo.
E’ lampante, dai risultati del sondaggio, una richiesta pressante di maggiore sicurezza pubblica nei confronti di uomini, animali, escursionisti, turisti e semplici persone che con la caccia nulla hanno a che spartire. Per quanto riguarda gli uccelli migratori, uno dei punti più discussi e discutibili dell’attività venatoria, addirittura il 77% degli italiani ne chiede la protezione totale mediante l’abolizione della caccia. Il 71% chiede poi di limitare la pratica venatoria ai soli mesi di ottobre, novembre e dicembre, contro i cinque mesi attuali più i supplementari che le lobby degli armieri e dei cacciatori vorrebbero aggiungere al calendario, cosa che ha provocato una protesta così veemente da parte degli animalisti come non si vedeva da anni.
D’altronde, di fronte a dati simili, la manovra portata avanti da vasti settori della caccia per “sparare di più e più a lungo” pare del tutto avventata. Era ovvio che chi alla caccia è contrario non sarebbe stato con le mani in mano e, di fronte a una dichiarazione di guerra, con la guerra avrebbe risposto. Sul famoso articolo 43, passato in Senato e ora in discussione alla Camera, che permetterebbe l’estensione della stagione venatoria oltre i cinque mesi attuali, l’81% degli italiani ha detto no. “Maggioranza schiacciante e trasversale” commentano gli animalisti, di cui il governo e il parlamento deve tenere conto. Anche per quel che riguarda le prossime elezioni regionali, il sondaggio Ipsos mostra il 69% degli elettori contrario ai candidati che propongono norme favorevoli alla caccia e 4 elettori su 10 sarebbero, per questo motivo, disponibili a cambiare il voto. L’89% vuole dai candidati un impegno politico che aumenti la tutela per gli animali e la natura.
DENUNCIATI GESTORI DI UN CANILE: IMPORTAVANO CUCCIOLI ILLEGALMENTE.
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Lupo:Lupo in realtà è un derivato dogo argentino, di grossa taglia, muscoloso e onestamente un
po’ in soprappeso. Qualcuno gli ha tagliato le orecchie e lo avrà forse spacciato per un cane di razza.
Ha circa 6 anni e la maggior parte della sua vita l’ha trascorsa dentro una gabbia, rinchiuso e sconsolato.
E’ un cane dal carattere forte, buono ma poco espansivo. Lupo non è un gran dispensatore d’affetto fino a
quando non ti conosce meglio, insomma bisogna un po’ conquistare la sua fiducia. Non è adatto alla
convivenza con altri animali, è intelligente e fiero, e sarebbe perfetto come cane da guardia. La sua mole
convincerebbe i malintenzionati a stare alla larga. Lupo sogna come tutti i cani prigionieri in canile
un’occasione di riscatto; regalategli il resto della sua vita libero e spensierato. Taglia media
Per info Damiano 3661567006


Russel: Incrocio pastore tedesco totalmente incompreso; Russel è arrivato in canile nel 2005 giovane
ed esuberante, non ha mai potuto soffrire l’idea di starsene rinchiuso in 4 mura. Russel nel box è sempre
stato insofferente, dimostrava il suo malessere ringhiando e ululando. Nessuno osava avvicinarlo e il
tempo è passato senza che Russel potesse uscire dalla gabbia. Da qualche mese invece Russel ha conosciuto
dei volontari che hanno accettato la sua sfida e lo hanno portato a passeggio; uori dal box il nostro lupetto
è un coccolone esagerato, adora la compagnia, non si staccherebbe mai dalle persone ed è sempre affettuoso.
Per Russel la gabbia è un vero incubo, reglategli la libertà e la possibilità di vivere sereno e amato; siamo
certi che col tempo potrà sono rasserenarsi e diventare un cane felice! Taglia grande (Limbiate)
Per info Damiano 3661567006
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Leo:bellissimo Dalmata di circa 13 anni. Purtroppo nella sua vita non ha conosciuto altro che la
gabbia, dolce, ma molto testardo. Non accetta i no. Gli serve un padrone forte e determinato che
non si arrenda davanti ai primi capricci. Taglia media
Per info Damiano Enpa Saronno 3661567006 – ADOTTABILE A DISTANZA
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Rolf: è un incrocio con un pastore tedesco. E´ arrivato in canile ormai circa 6 anni fa ed è stato trasferito in
un altro canile, ma una gabbia è sempre una gabbia. Rolf soffre gli spazi piccoli, non chiede altro che poter
uscire e correre felice. In gabbia fa il matto, ma in passeggiata non lo si sente neanche. Cammina e annusa
tutto quello che gli capita. Poter annusare l´aria aperta gli sembra un sogno. Vi aspetta.
L´adozone ideale sarebbe una casa con giardino o una ditta. taglia grande (Limbiate)
Per info damiano 3661567006

Achille è uno stupendo incrocio rottweiler maschio, giovane e nel pieno delle forze; ha circa 3
anni, ha una corporatura muscolosa, piena di vigore ed ha un carattere ben determinato.
Achille è simpatico, affettuoso, desideroso di coccole, ma al tempo stesso deciso ed indipendente.
Non sopporta la convivenza con altri animali, pertanto per lui è necessaria una famiglia in cui
lui sia il solo cane di casa. Achille sarebbe un ottimo guardiano: solo la sua mole scoraggerebbe i
malintenzionati. Ha carattere e corpo temprati, è il cane ideale per chi sa dosare amore e polso.
Solo per persone esperte e amanti delle razze robuste e dal forte temperamento. Taglia grande (limbiate)
Per info Damiano 3661567006

Iron: Bellissimo cagnolone di circa 4/5 anni. Esce pochissime volte dal suo box, ma non perchè non
voglia, ma perchè è uno dei tanti cani invisibili che troppo spesso vengono dimenticati da tutti.
Portento di vivacità e di forza. Ha bisogno 20 minuti di corsa per sfogarsi un pò. Ammasso di muscoli
e vivacità. Gli serve un giardino dove poter vivere e fare da guardia.. Taglia grande
Per info Damiano 3661567006

Mirtillo: Bellissimo pitbull di circa 5 anni. Anche Mirtillo è uno di quei cani che non passeggiano
mai, non escono mai e non si coccolano mai perchè sono dei comuni che hanno come ultimo pensiero
i cani. Mirtillo è un patatone, ha addirittura paura degli altri cani. Quando esce in passeggiata è
sempre sul chi va la, ma con le persone è buono. Non lasciatelo marcire in gabbia.
Taglia Media Per info Damiano 3661567006 (Limbiate)

Swartz:Circa 45 kg di muscoli. Swartz è già stato affidato 3 volte ed è sempre tornato indietro, ma
mai per colpa sua. Le persone non si rendono conto che un cane di taglia grande e molto vivace
come Swartz non può essere tenuto in casa e quindi lo riportavano indietro. Cerchiamo per lui
l´adozione definitiva, perchè non è un giocattolo che va preso e poi restituito. E´ buono e
veramente tontolone. Aspetta la sua casa, con giardino, definitiva. Saprà ripagarvi come nessun altro.
Cerca sempre il contatto e cerca anche di baciarvi, è un super cane.. Taglia grande
Per info Damiano 3661567006 (Limbiate)

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Junior incrocio Husky maschio nato il 01/01/2002 taglia media iperattivo va d’accordo
con altri cani.
Per info 3394779270 Claudio mariotticlaudio@tiscali.it

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Max Rotweiller maschio anno di nascita 2005 taglia media ottimo anche per guardia cerca casa con terreno a disposizione
Per info 3394779270 Claudio mariotticlaudio@tiscali.it


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Toby incrocio spinone maschio nato il 01/01/2001 taglia media affettuosissimo.
Per info 3394779270 Claudio mariotticlaudio@tiscali.it

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Yuma Pitbull femmina taglia media età presunta di nascita 2002 non ama molto la compagnia dei suoi
simili ma è buonissima e affettuosa con le persone.
Per info 3394779270 Claudio mariotticlaudio@tiscali.it


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Meo e Spadino: Purtroppo le foto non sono un granchè. Loro sono Meo il bianco e nero e Spadino il nero.
Sono 2 fratelli di circa 10 anni che cercano casa disperatamente. Sono Buoni, abituati a stare in casa, già
sterilizzati. Per favore, date una possibilità anche a loro. Per info Elisabetta 029603362


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: Per l’ennesima volta questo povero micio cerca casa. Oscar arriva dalla strada, ma è uno dei gatti più buoni che abbia mai incontrato. E’ dolce, bisognoso di affetto e di coccole. Cerca il contatto e il calore umano. Si addormenta in braccio, ti chiede le carezze e ti chiama con la zampina. Oscar è giovane, ha 3 anni, ma ne ha già passate tante, troppe per un micio così sensibile. Gli stiamo risistemando il sistema immunitario che era messo male a causa della vita da strada. Dovete vederlo e capirete, non potrete non innamorarvi di lui come è successo a me. Per lui servono persone che abbiano tanto tanto amore da dare. Per info Alice 3397326094 o nemesis81@alice.it

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Midnight: Bello! Bello! Bello! Che dire se non bellissimo? Midnight è stato abbandonato insieme alla sorella Nadir in un giardino vicino la stazione a saronno. Le persone che li hanno trovati non li davano da mangiare e quando ci hanno chiamato erano già 3 giorni che questi gatti non toccavano cibo. Affamati e stanchi sono arrivati da noi. Sono l´uno l´ombra dell´altro, si chiamano, si cercano e stanno vicini. Purtroppo abbiamo dovuto separarli perchè Nadir ha partorito, ma a breve li rimetteremo insieme. per loro si cerca un affido in coppia, non si possono dividere, soffrirebbero troppo. Sono buonissimi, coccoloni e splendidi. Completamente neri con il pelo semilungo. Venite a coccolarli un pò. Per info Alice 3397326094 o nemesis81@alice.it -ADOTTABILI A DISTANZA
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| Nadir è dolcissima e coccolona. Smette di mangiare per farsi fare le coccole. Nadir è stata abbandonata insieme al fratello midnight in un giardino vicino la stazione a saronno. Le persone che li hanno trovati non li davano da mangiare e quando ci hanno chiamato erano già 3 giorni che questi gatti non toccavano cibo. Affamati e stanchi sono arrivati da noi. Sono l´uno l´ombra dell´altro, si chiamano, si cercano e stanno vicini. Purtroppo abbiamo dovuto separarli perchè Nadir ha partorito, ma a breve li rimetteremo insieme. per loro si cerca un affido in coppia, non si possono dividere, soffrirebbero troppo. Sono buonissimi, coccoloni e splendidi. Completamente neri con il pelo semilungo. Venite a coccolarli un pò. Per info Alice 3397326094 o nemesis81@alice.it -ADOTTABILI A DISTANZA- |
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Il comune di Vivaro, in prov. di Pordenone che ha deliberato per
la soppressione dei cani del canile che non sono stati adottati entro
l’anno di permamenza. Il tutto contro la legge italiana. Tra l’altro
intendono fare richiesta in Regione per chiedere una deroga sugli
abbattimenti.Io ho mandato una mail di disaccordo. Se voi ne mandate
13/02/2008 – il Comune di Ceriano ha aderito alla campagna di sensibilizzazione "C’è un amico che ti aspetta"
Diario di un cane secondo atto
Quando venisti a prendermi ero così piccolo,entrai nella tua mano.
Dicesti che ero il più bello della cucciolata.
Mi portasti a casa.
Un bimbo, tuo figlio, mi accettò con gioia.
Divenimmo amici.
Cresciuto mi insegnasti il gioco della caccia.
Mi dicevi: Bravo!
Qualcuno ti chiedeva : Lo vendi?
Rispondevi "NO" e il mio cuore di cane ne gioiva, io ti amavo,anche se mai mi facevi una carezza.
Gli anni sono passati; son diventato cieco, ordo,malandato, dimenticato, solo; con poco pane e acqua.
Quando ti sento passare il mio cuore di cane freme di gioia.
Vorrei venirti incontro ma son legato e la catena è corta.
Stasera hai detto al figlio, ormai divenuto uomo:
" Domani uccido il cane o lo abbandono, non serve più, è un peso morto".
Signore Iddio, fai che stanotte io muoia sotto il suo tetto, che egli non
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Bergamo
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