30 Mag 2017 @ 2:38 PM 

Caro amico,

abbiamo organizzato per il 25 giugno 2017 la nostra 3^ edizione della festa cinofila denominata “PASTROCCHIO DI RAZZE AL PARCO”.

Questa giornata oltre ad essere l’occasione per incontrarci e divertirci insieme, è anche l’occasione per far conoscere la nostra associazione sul territorio Saronnese.

In questa festa raccoglieremo i fondi che ci permetteranno di andare avanti con le nostre attività durante l’anno che si annuncia ancora più faticoso e pieno di novità.

Il 25 giugno sarà quindi una giornata piacevole e divertente da passare con la famiglia e in compagnia dei nostri amici a 4 zampe.

Sarà anche l’occasione per dimostrare che i cani di tutte le razze non sono criminali sanguinari ma degli amici fedeli.

Ti aspettiamo quindi con amici e parenti e, naturalmente, con i tuoi fedeli 4 zampe.

A presto

Per info visita il sito    www.protezioneanimalisaronno.org

 

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Ultima modifica: 06 Giu 2017 @ 05:42 PM

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 27 Apr 2016 @ 5:38 PM 

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 24 Gen 2016 @ 9:35 PM 

Serve l’aiuto di tutti, ci date una mano? basta poco, stampate e divulgate il volantino sotto riportato,  più

ce ne sono in giro piu’ è facile far arrivare la voce anche a chi non ha Internet e non usa Facebook!
Grazie, aiutiamo  Noce a tornare a  casa.

 

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 24 Gen 2016 @ 09:35 PM

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 27 Dic 2015 @ 3:48 PM 

Cani, gatti e non solo stanno per vivere il loro incubo annuale: il Capodanno.

«Gli animali valgono più di un botto»

Ecco cosa fare per difendere i nostri amici dalla paura dei botti:

1) Non mostrarsi troppo protettivi nei  loro confronti quando ci sono i botti  soprattutto non guardateli negli occhi: il rischio è di intimorirli ed aumentare così la loro paura. Quello che si può fare è cercare di far si che il cane si distragga il più possibile. Richiedete la sua attenzione fatelo giocare, lanciategli la pallina, distraetelo senza sgridarlo o accarezzarlo. Se lo sgridate rischiate di aumentare la sua ansia. Se lo accarezzate o lo prendete in braccio confermate le sue paure. Il modo migliore è distrarlo con il gioco durante i botti.
2) Tenete cani e gatti dentro casa, meglio se in una stanza lontana dai possibili rumori e in penombra, con un rifugio già localizzato e preparato per essere il più confortevole possibile (magari, sotto al letto);
3) Attenuate l’effetto dei botti dei fuochi artificiali accendendo la radio o la televisione;
4) Non lasciateli da soli all’esterno (in giardino, sul balcone, in cortile, in terrazzo) nei giorni dei botti di capodanno: date le reazioni incontrollabili, potrebbero farsi male, scappare oppure, se ai piani alti, buttarsi giù. Abbiate cura di togliere da fuori casa le gabbie di volatili, roditori e simili;
5) Non tenete assolutamente i cani legati a catena: nella foga di scappare o di liberarsi, si potrebbero strozzare da soli;
6) Se siete a passeggio, abbiate premura di tenere saldamente il guinzaglio del vostro cane, evitate di passare sotto finestre-balconi e terrazzi; potrebbero gettare  dei petardi o altro.
7) Nel caso già sappiate che il vostro cane o gatto si agita per i botti, munitevi preventivamente del numero del veterinario di fiducia e chiamatelo prima per sapere se per tranquillizzare il vostro animale domestico è necessario un blando sedativo;
8)  In previsione di gesti sconsiderati come la fuga, abbiate cura per tempo di controllare che il microchip sia leggibile e di munire di medaglietta, con indirizzo e recapito telefonico ben leggibile, il vostro animale in modo che in caso di fughe sia eventualmente identificabile.

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 27 Dic 2015 @ 03:48 PM

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Categorie: amimali cani

 

 
 28 Set 2015 @ 7:07 PM 

Nel pomeriggio 28/09/2015 a Uboldo via xx Settembre trovata cagnolina taglia media – femmina – pelo corto – età circa tre anni ,senza ne

microchip ne medaglia di riconoscimento. Chiunque l’avesse smarrita contatti la Polizia Locale allo 02-96992234

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 18 Set 2015 @ 8:56 PM 

Trovato ad Origgio ieri 17/9 in zona Monfalcone. Senza chip.

Attualmente si trova a Somma per periodo sanitario.

Verrà trasferito alla PAL di Legnano verso il 28/9

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 06 Set 2015 @ 1:27 PM 

 

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 14 Feb 2015 @ 6:48 PM 

Sasha, femmina taglia media 25 Kg. ottimo carattere quest’anno  a luglio  compirà 6 anni

è già vaccinata e microchippata ma non ancora  sterilizzata.

Per info  392 67 86 419

 

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 12 Feb 2015 @ 7:24 PM 

Orso e Krizia, cani da pastore Lupo Cecoslovacco, si sono smarriti nella zona tra la Stazione FNM di Turate

ed il comune di Gerenzano, la mattina dell’ 11/2/2015. Nello stesso pomeriggio, all’incirca alle 17 sono stati

avvistati presso il Cimitero di Gorla Minore, ma sono sfuggiti alla cattura.

Sono spaventati non cercate di prenderli avvisate subito il proprietario al 338 734 1520 al massimo seguiteli in attesa del suo arrivo.

 

foto di Enpa Saronno.

 

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 03 Feb 2015 @ 10:34 PM 

Trovata questa mattina (03/02/2015) a Limbiate,  zona canile legata ad un palo.

Non entriamo nel merito del gesto, ma chiediamo ai proprietari o a chi la riconosce

di farsi vivi in quanto la piccola è tenuta davvero bene, e riteniamo che sia stata anche amata.

Vorremmo ritrovare i suoi proprietari per capire come mai è finita lì (magari è stata rubata o scappata).
Per il resto sarà nostra premura curarla e cercarle una nuova casa.
Appena avremo qualche  informazione in più dopo una visita veterinaria vi aggiorneremo.

Per info 3397326094

e

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 31 Ott 2014 @ 10:39 PM 

6 ruote di speranza – 28ª edizione 1 novembre 2014


 

Anche quest’anno, sabato 1 novembre, l’Autodromo Nazionale Monza ospiterà la “6 ruote di speranza”, iniziativa organizzata dalla U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) sezione di Monza, giunta alla 28ª edizione.
La pista dell’Autodromo, come di consueto, sarà riservata per l’intera giornata agli iscritti alla manifestazione, che la potranno percorrere a bordo di potenti e veloci vetture, seduti al fianco dei piloti che faranno loro provare l’emozione di alcuni giri lanciati in quello che è conosciuto come il “Tempio della Velocità”.
Numerosissime la attività e le attrazioni che aspettano tutti i visitatori, a partire dall’esposizione di auto e moto, e dalla presenza di automezzi di Polizia, Carabinieri, Esercito, Aeronautica, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

 

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 14 Lug 2014 @ 8:28 PM 

Ogni anno, con l’arrivo del caldo, per sbadataggine, distrazione o anche solo per mancanza di conoscenza dei rischi reali, qualche quattrozampe rimane chiuso in macchina e, anche a finestrini parzialmente aperti, rischia di morire o muore per l’eccessivo caldo. Mai lasciare cane o gatto (o altri pet) soli in auto al sole, anche se per pochi minuti! Si rischia di perdere il cane, e si rischiano conseguenze salate.

Che fare? Meglio un finestrino rotto di una vita spezzata!
I cani non sudano. Anche pochi minuti nella scatola di lamiera sotto il sole possono essere fatali all’animale. Non è sufficiente lasciare un filo d’aria dai finestrini. Per questo l’associazione Gaia Animali & Ambiente dal 2004 conduce la campagna “Meglio un finestrino rotto che una vita spezzata”, invitando tutti i cittadini ad agire per salvare i cani in casi di emergenza. I legali di Gaia Lex sono a disposizione per supportare le persone che decidessero di intervenire spaccando un finestrino di auto per salvare la vita ad un cane e, in seconda battuta, eventualmente per sporgere denuncia per maltrattamenti.

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 03 Mag 2014 @ 9:46 AM 

Il telefono da chiamare è 199.302.118 ed è gestito da privati

Attivo, per ora, in Toscana, Marche, Liguria, Campania e Basilicata

Roma, 5 agosto 2013 -  Una sorta di 118 veterinario, un numero unico nazionale  dedicato all’emergenza sanitaria degli animali. 

Il numero da chiamare è 199.302.118, e l’iniziativa  è della Federazione Italiana Ambulanze Veterinarie, Fiav.

Al momento è attivo in cinque regioni (Toscana, Liguria, Marche, Campania e Basilicata) e lo sarà entro l’anno in altre cinque (Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Sicilia e Sardegna).  <Laddove non sono presenti ambulanze veterinarie – si legge in una nota della Fiav – l’utente può comunque contattare per segnalare l’emergenza: un operatore prenderà in carico la segnalazione e contatterà le autorità di competenza territoriale o guiderà lo stesso verso il centro più vicino>.<Abbiamo appena iniziato – spiega il presidente nazionale Claudio Simonini - ma contiamo di offrire il servizio a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale. Un opportunità di civiltà che speriamo avrà l’appoggio anche dei Ministeri competenti anche per un completo riconoscimento. Ancora una volta in Italia, le associazioni di volontariato arrivano laddove la burocrazia ha iter e processi ancora troppi lunghi. Presto cercheremo di attivare un numero verde gratuito, magari anche con l’aiuto delle Istituzioni>.
Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net

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Ultima modifica: 03 Mag 2014 @ 09:46 AM

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 19 Feb 2014 @ 9:08 PM 

IL COMMISSARIO BORG APRE AL BENESSERE ANIMALE NELL’UE.

L’ENPA: SI A UNA DISCIPLINA ARMONIOSA A GARANZIA DI DIRITTI E SALUTE ANIMALE


L’Ente Nazionale Protezione Animali accoglie con soddisfazione le aperture del commissario europeo alla Salute, Tonio Borg, in materia di benessere animale. Su questo fronte, oltre a definire regole condivise per la protezione di quelli che il Trattato di Lisbona definisce esseri senzienti, l’Europa dovrebbe in via prioritaria eliminare la vera e propria “babele normativa” degli Stati membri, che per gli animali è causa di terribili e assurde disparità di trattamento da un Paese all’altro.

«Se prendiamo ad esempio il randagismo – spiega il direttore scientifico dell’Enpa – è inconcepibile che nell’Unione Europea Paesi “garantisti”, nei quali non è in alcun modo ammessa la soppressione dei randagi, convivano con altri, vedi la Romania, dove i cani senza famiglia vengono abbattuti, ed in alcuni casi addirittura massacrati in modo brutale e metodico senza tenere conto, per l’appunto di quanto previsto dal Trattato di Lisbona. O piuttosto possiamo considerare gli allevamenti intensivi di cani e gatti che in alcuni Paesi Europei sono gestiti in modo criminale ed inaccettabile, configurando quindi il reato di maltrattamento, per esportare i cuccioli nei Paesi in cui c’è maggiore richiesta. I fatti di cronaca dimostrano come si tratti spesso di importazioni illegali perché gli animali sono strappati anzitempo alla madre, forse nemmeno vaccinati come dichiarato sui passaporti spesso falsi e quindi il problema non è solo relativo al maltrattamento ma anche ai gravi e possibili problemi sanitari. Dove c’è una corretta e rispettosa gestione degli animali c’è anche una buona salute e ovviamente la prevenzione delle malattie zoonosiche»

D’altro canto, il problema non interessa solo gli Stati che hanno aderito alla UE più di recente, ma riguarda anche “membri storici” della Comunità Europea. «La barbara uccisione della giraffa Marius, poi dissezionata e servita in pasto ai leoni, avvenuta pochi giorni fa nello zoo di Copenaghen, non sarebbe mai potuta accadere in altri contesti – prosegue Ferri -. E proprio in tema di cattività c’è da registrare un’analoga discrasia per quanto concerne circhi e delfinari. Insomma, ogni Paese va per la sua strada.»

Naturalmente tale situazione crea situazioni del tutto paradossali, per cui è sufficiente spostarsi di pochi chilometri per passare da un contesto più sensibile ai diritti degli animali ad uno dove essi vengono calpestati in maniera sistematica e legalizzata, «Per questo, la Protezione Animali chiede alle istituzioni comunitarie di partire dalle esperienza positive che pure ci sono state, penso ad esempio allo stop sui test cosmetici, per definire un quadro normativo condiviso – conclude il direttore scientifico dell’Enpa -. Un quadro normativo focalizzato dunque sui diritti degli animali, sulla loro protezione e sul loro benessere, ma soprattutto cogente per tutti le realtà che fanno parte dell’Unione.» (18 febbraio)

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Ultima modifica: 19 Feb 2014 @ 09:10 PM

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AVVISO

 
 01 Feb 2014 @ 6:54 PM 

Trovato oggi a Saronno Zona tra Piazza Unità Italia e via Legnani.

Cane  maschi circa 6/7 anni senza cip ne collare identificativo.

Per info Claudio 3294108030

 

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 22 Gen 2014 @ 9:31 PM 

UN FIOCCO GIALLO PER IL TUO CANE E

GLI ALTRI SI TERRANNO LONTANO.

Si chiama The Yellow Dog Project ed è un’iniziativa davvero interessante lanciata da un movimento internazionale di proprietari.

L’idea è molto semplice: mettere un fiocco giallo sul guinzaglio del proprio cane per segnalare agli altri di non avvicinarsi.

Il nastro può essere sostituito anche da qualcos’altro, purché sia dello stesso colore.

Un amico a 4 zampe, infatti, può avere bisogno di spazio per varie ragioni e non solo perché tende ad impaurirsi o a essere troppo

reattivo in presenza di altri cani, ma anche per problemi di salute, perché sta seguendo un addestramento che impone un avvicinamento

graduale ai suoi simili o ha da poco subito un intervento chirurgico e ed è ancora in convalescenza o in riabilitazione. La parola d’ordine, dunque, è rispetto

 

 

 

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 11 Ott 2013 @ 9:08 PM 

L’ordinanza sulla Gazzetta Ufficiale. I proprietari sono sempre responsabili della condotta e del benessere degli animali

 

 

Novità in vista per chi ha un cane. Nella Gazzetta Ufficiale di venerdì 6 settembre è stata pubblicata un’ordinanza del ministero della Salute che impone ai proprietari degli amici a quattro zampe alcuni obblighi, ad esempio: utilizzare il guinzaglio «corto» (max1,5 metri) e portare sempre con sé la museruola. A spingere il ministero a emanare questa ordinanza – che istituisce anche corsi ad hoc per i padroni – è il «verificarsi di incidenti, soprattutto in ambito domestico, legati alla non corretta gestione degli animali da parte dei proprietari». Questi ultimi, o chi detiene il cane, sono a qualsiasi titolo responsabili penalmente e civilmente dei danni provocati dall’animale. «Il proprietario di un cane – si legge nell’ordinanza, che avrà efficacia per 12 mesi – è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo».

Per prevenire danni o lesioni a persone, animali o cose, l’ordinanza stabilisce che il proprietario e il detentore di un cane devono seguire determinate regole: «Utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt. 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti».

E ancora: «affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore; assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive». Tra gli obblighi, quello di raccogliere le feci, e quindi «avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse». Vengono inoltre istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani, con rilascio di un attestato di partecipazione denominato patentino.

«I percorsi formativi – si legge nell’ordinanza del ministero della Salute – sono organizzati dai Comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali dei medici veterinari, facoltá di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale. Il Comune, su indicazione del servizio veterinario ufficiale, individua il responsabile scientifico del percorso formativo tra i medici veterinari esperti in comportamento animale o appositamente formati dal Centro di referenza nazionale per la formazione in sanitá pubblica veterinaria, istituito all’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane. (Fonte: Adnkronos)

ORDINANZA 6 agosto 2013

Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani. (13A07313) (GU Serie Generale n.209 del 6-9-2013)

   IL MINISTRO DELLA SALUTE
  Visto l'articolo 32 della Costituzione;
  Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato  con  decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 e  successive
modificazioni;
  Visto l'articolo 32  della  legge  23  dicembre  1978,  n.  833,  e
successive modificazioni;
  Vista la Convenzione europea per la  protezione  degli  animali  da
compagnia,  fatta  a  Strasburgo  il  13  novembre  1987,  ratificata
dall'Italia con la legge 4 novembre 2010, n. 201,  recante  «Ratifica
ed esecuzione della  Convenzione  europea  per  la  protezione  degli
animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonche'
norme di adeguamento dell'ordinamento interno»;
  Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in
materia di animali  d'affezione  e  prevenzione  del  randagismo»,  e
successive modificazioni;
  Visto l'articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
e successive modificazioni;
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  28
febbraio  2003,  concernente  il  «Recepimento  dell'accordo  tra  il
Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento  e
Bolzano del 6 febbraio  2003,  recante  disposizioni  in  materia  di
benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 4 marzo 2003, n. 52;
  Visti gli articoli 544-ter, 650 e 727 del codice penale;
  Vista l'ordinanza del Ministro del lavoro,  della  salute  e  delle
politiche   sociali   del   3   marzo   2009   concernente    «Tutela
dell'incolumita'  pubblica  dall'aggressione  dei  cani»,  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 marzo 2009,
n. 68;
  Visto il decreto del Ministro del  lavoro,  della  salute  e  delle
politiche sociali del 26 novembre 2009,  recante  percorsi  formativi
per i proprietari dei cani, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 25 gennaio 2010, n. 19;
  Vista l'ordinanza del Ministro della  salute  del  22  marzo  2011,
«Differimento del termine di efficacia e modificazioni dell'ordinanza
del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3
marzo  2009   concernente   la   tutela   dell'incolumita'   pubblica
dall'aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 13 maggio 2011, n. 10;
  Vista l'ordinanza del Ministro della  salute  del  4  agosto  2011,
«Integrazioni all'ordinanza del Ministro del lavoro, della  salute  e
delle  politiche  sociali  3  marzo  2009,  concernente   la   tutela
dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani, come  modificata
dall'ordinanza del Ministro della salute 22 marzo  2011»,  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  dell'8  settembre
2011, n. 209;
  Considerato che continua a sussistere  la  necessita'  di  adottare
disposizioni cautelari volte alla  tutela  dell'incolumita'  pubblica
dall'aggressione dei  cani  a  causa  del  verificarsi  di  incidenti
soprattutto in ambito domestico legati  alla  non  corretta  gestione
degli animali da parte dei proprietari;
  Ritenuto necessario, in attesa dell'emanazione  di  una  disciplina
normativa organica in materia, rafforzare il sistema  di  prevenzione
del  rischio  di  aggressione  da  parte  di  cani  basato  non  solo
sull'imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e  detentori
di cani ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro
capacita' di gestione degli animali;
  Considerato al riguardo che il Consiglio dei Ministri nella  seduta
del 26 luglio 2013 ha approvato un  disegno  di  legge  recante,  tra
l'altro, delega  per  la  disciplina  della  tutela  dell'incolumita'
personale dall'aggressione di cani (art. 21);
  Ritenuto pertanto di determinare  la  durata  dell'efficacia  della
presente ordinanza in 12  mesi,  stante  la  pendenza  dell'iter  del
predetto d.d.l.;
  Visto il decreto ministeriale 8  luglio  2013,  recante  delega  di
attribuzioni del Ministro della salute al  Sottosegretario  di  Stato
On.le  Paolo  Fadda,  pubblicato  nella  Gazzetta   Ufficiale   della
Repubblica italiana del 2 agosto 2013, n. 180;
                               Ordina:
                               Art. 1 
  1. Il proprietario di un cane e' sempre responsabile del benessere,
del  controllo  e  della  conduzione  dell'animale  e  risponde,  sia
civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone,  animali  o
cose provocati dall'animale stesso.
  2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di
sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo.
  3. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone,  animali
o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti
misure:
    a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non  superiore  a
mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree  urbane  e  nei
luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per  cani  individuate
dai comuni;
    b) portare con se' una museruola, rigida o morbida, da  applicare
al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o  animali  o
su richiesta delle autorita' competenti;
    c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
    d)  acquisire  un   cane   assumendo   informazioni   sulle   sue
caratteristiche fisiche ed etologiche nonche' sulle norme in vigore;
    e) assicurare che il cane abbia un  comportamento  adeguato  alle
specifiche esigenze di convivenza con persone e animali  rispetto  al
contesto in cui vive.
  4. E' fatto obbligo a chiunque conduca il  cane  in  ambito  urbano
raccoglierne le feci e avere con se' strumenti idonei  alla  raccolta
delle stesse.
  5. Sono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani,  in
conformita' al decreto ministeriale 26 novembre 2009, con rilascio di
un attestato  di  partecipazione  denominato  patentino.  I  percorsi
formativi sono  organizzati  dai  comuni  congiuntamente  ai  servizi
veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono  avvalersi
della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali  dei
medici veterinari, facolta'  di  medicina  veterinaria,  associazioni
veterinarie e associazioni  di  protezione  animale.  Il  comune,  su
indicazione  del  servizio  veterinario   ufficiale,   individua   il
responsabile  scientifico  del  percorso  formativo  tra   i   medici
veterinari esperti in comportamento animale o  appositamente  formati
dal Centro di  referenza  nazionale  per  la  formazione  in  sanita'
pubblica veterinaria,  istituito  presso  l'Istituto  zooprofilattico
sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna.
  6.  Il  medico  veterinario   libero   professionista   informa   i
proprietari  di  cani  in  merito  alla  disponibilita'  di  percorsi
formativi e, nell'interesse della salute pubblica, segnala ai servizi
veterinari dell'azienda sanitaria locale  la  presenza,  tra  i  suoi
assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale  in
quanto impegnativi per la corretta  gestione  ai  fini  della  tutela
dell'incolumita' pubblica.
  7. A seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base
di altri criteri di rischio i  comuni,  su  indicazione  dei  servizi
veterinari,  decidono,  nell'ambito  del  loro  compito   di   tutela
dell'incolumita' pubblica, quali proprietari di cani hanno  l'obbligo
di svolgere i percorsi formativi. Le spese per i  percorsi  formativi
sono a carico del proprietario del cane.

 

Art. 2
  1. Sono vietati:
    a) l'addestramento di cani che ne esalti l'aggressivita';
    b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo
scopo di svilupparne l'aggressivita';
    c) la sottoposizione  di  cani  a  doping,  cosi'  come  definito
all'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376;
    d)  la  vendita,  l'esposizione  ai  fini   di   vendita   e   la
commercializzazione di cani sottoposti a  interventi  chirurgici  non
conformi all'articolo 10 della Convenzione europea per la  protezione
degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13  novembre  1987,
ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 4 novembre  2010,  n.
201.
  2. Gli interventi chirurgici effettuati in conformita' all'articolo
10 della citata Convenzione europea sono  certificati  da  un  medico
veterinario.  Il  certificato  veterinario  segue  l'animale  ed   e'
presentato quando richiesto dalle autorita' competenti.
  3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione dell'articolo
10  della   citata   Convenzione   europea   sono   da   considerarsi
maltrattamento animale ai  sensi  dell'articolo  544-ter  del  codice
penale.
Art. 3
  1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del  decreto
del Presidente della Repubblica 8  febbraio  1954,  n.  320,  recante
«Regolamento di polizia veterinaria»,  a  seguito  di  morsicatura  o
aggressione  i  servizi  veterinari  attivano  un   percorso   mirato
all'accertamento delle condizioni psicofisiche dell'animale  e  della
corretta gestione da parte del proprietario.
  2. I servizi veterinari, oltre a quanto stabilito dall'articolo  1,
comma 7, in caso di rilevazione di rischio elevato,  stabiliscono  le
misure  di  prevenzione  e   la   necessita'   di   una   valutazione
comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte  di
medici veterinari esperti in comportamento animale.
  3. I servizi veterinari detengono un registro aggiornato  dei  cani
dichiarati a rischio elevato di aggressivita' ai sensi del comma 2.
  4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al  comma  3
stipulano una polizza di assicurazione di responsabilita' civile  per
danni contro terzi causati dal proprio cane  e  applicano  sempre  al
cane, quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico,
sia guinzaglio sia museruola.
Art. 4
  1. E'  vietato  possedere  o  detenere  cani  registrati  ai  sensi
dell'articolo 3, comma 3:
    a) ai delinquenti abituali o per tendenza;
    b) a chi e' sottoposto a misure  di  prevenzione  personale  o  a
misura di sicurezza personale;
    c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per
delitto non  colposo  contro  la  persona  o  contro  il  patrimonio,
punibile con la reclusione superiore a due anni;
    d) a chiunque abbia riportato condanna, anche  non  definitiva  o
decreto penale di condanna, per i reati di  cui  agli  articoli  727,
544-ter, 544-quater,  544-quinques  del  codice  penale,  per  quelli
previsti dall'articolo 2 della  legge  20  luglio  2004,  n.  189,  e
dall'articolo 4 della legge 4 novembre 2010, n. 201;
    e) ai minori di 18 anni,  agli  interdetti  e  agli  inabili  per
infermita' di mente.
Art. 5
  1. La presente ordinanza non si applica ai cani in  dotazione  alle
Forze armate, di polizia, di  protezione  civile  e  dei  Vigili  del
fuoco.
  2. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, lettere a) e b),
e all'articolo 1, comma 4, non si  applicano  ai  cani  addestrati  a
sostegno delle persone diversamente abili.
  3. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, lettere a) e b),
non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi  e  ad
altre tipologie di cani comunque individuate con proprio  atto  dalle
regioni o dai comuni.
Art. 6
  1. Le violazioni delle disposizioni della presente  ordinanza  sono
sanzionate dalle competenti  autorita'  secondo  le  disposizioni  in
vigore.
Art. 7
  1. La presente ordinanza ha efficacia per 12 mesi a  decorrere  dal
giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica
italiana.
  La presente ordinanza e' trasmessa alla  Corte  dei  conti  per  la
registrazione.
    Roma, 6 agosto 2013
                                                p. il Ministro
                                          il Sottosegretario di Stato
                                                    Fadda
Registrato alla Corte dei conti il 27 agosto 2013
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. Salute  e  Min.
Lavoro, registro n. 12, foglio n. 1

 

 

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 11 Ott 2013 @ 09:08 PM

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 10 Set 2013 @ 6:57 PM 

 

 

 

6-9-2013 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale – n. 209

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI

MINISTERO DELLA SALUTE

ORDINANZA 6 agosto 2013 .

Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto l’articolo 32 della Costituzione;

Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio

1954, n. 320 e successive modifi cazioni;

Visto l’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e successive modificazioni;

Vistala Convenzioneeuropea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre

1987, ratifi cata dall’Italia con la legge 4 novembre 2010, n. 201, recante «Ratifi ca ed esecuzione della  Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno»;

Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione

del randagismo», e successive modifi cazioni;

Visto l’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 febbraio 2003, concernente il «Recepimento

dell’accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 6 febbraio

2003, recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella

Gazzetta Uffi ciale della Repubblica italiana del 4 marzo 2003, n. 52;

Visti gli articoli 544 -ter , 650 e 727 del codice penale;

Vista l’ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3 marzo 2009 concernente «Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Uffi ciale della Repubblica italiana del 23 marzo 2009, n. 68;

Visto il decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 26 novembre 2009, recante percorsi formativi per i proprietari dei cani, pubblicato nella Gazzetta Uffi ciale della Repubblica italiana del 25 gennaio 2010, n. 19;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute del 22 marzo 2011, «Differimento del termine di effi cacia e modifi -

cazioni dell’ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3 marzo 2009 concernente

la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Uffi ciale della Repubblica

italiana del 13 maggio 2011, n. 10;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute del 4 agosto 2011, «Integrazioni all’ordinanza del Ministro del lavoro,

della salute e delle politiche sociali 3 marzo 2009, concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione

dei cani, come modifi cata dall’ordinanza del Ministro della salute 22 marzo 2011», pubblicata nella Gazzetta

Uffi ciale della Repubblica italiana dell’8 settembre 2011, n. 209;

Considerato che continua a sussistere la necessità di adottare disposizioni cautelari volte alla tutela dell’incolumità

pubblica dall’aggressione dei cani a causa del verifi carsi di incidenti soprattutto in ambito domestico legati alla non corretta gestione degli animali da parte dei proprietari;

Ritenuto necessario, in attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia, rafforzare il sistema di prevenzione del rischio di aggressione da parte di cani basato non solo sull’imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e detentori di cani ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro capacità di gestione degli animali;

Considerato al riguardo che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 26 luglio2013 haapprovato un disegno

di legge recante, tra l’altro, delega per la disciplina della tutela dell’incolumità personale dall’aggressione di cani

(art. 21);

Ritenuto pertanto di determinare la durata dell’efficacia della presente ordinanza in 12 mesi, stante la pendenza

dell’ iter del predetto d.d.l.;

Visto il decreto ministeriale 8 luglio 2013, recante delega di attribuzioni del Ministro della salute al   ttosegretario

di Stato On.le Paolo Fadda, pubblicato nella Gazzetta Uffi ciale della Repubblica italiana del 2agosto 2013,n. 180;

Ordina:

Art. 1.

1. Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale

e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale

stesso.

2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per

il relativo periodo.

3. Ai fi ni della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane

adottano le seguenti misure:

a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale

nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;

b) portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di

persone o animali o su richiesta delle autorità competenti;

c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;

d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme

in vigore;

e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone

e animali rispetto al contesto in cui vive.

4. È fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei

alla raccolta delle stesse.

5. Sono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani, in conformità al decreto ministeriale 26 novembre

2009, con rilascio di un attestato di partecipazione denominato patentino. I percorsi formativi sono organizzati

dai comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria,

associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale.

Il comune, su indicazione del servizio veterinario ufficiale, individua il responsabile scientifico del percorso

formativo tra i medici veterinari esperti in comportamento animale o appositamente formati dal Centro di referenza nazionale per la formazione in sanità pubblica veterinaria, istituito presso l’Istituto zooprofi lattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna.

6. Il medico veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità di percorsi

formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fi ni della tutela dell’incolumità pubblica.

7. Aseguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di altri criteri di rischio i comuni, su indicazione

dei servizi veterinari, decidono, nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica, quali proprietari

di cani hanno l’obbligo di svolgere i percorsi formativi.

Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.

Art. 2.

1. Sono vietati:

a) l’addestramento di cani che ne esalti l’aggressività;

b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività;

c) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre

2000, n. 376;

d) la vendita, l’esposizione ai fi ni di vendita e la commercializzazione di cani sottoposti a interventi chirurgici

non conformi all’articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia,

fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, ratifi cata e resa esecutiva in Italia con legge 4 novembre 2010, n. 201.

2. Gli interventi chirurgici effettuati in conformità all’articolo 10 della citata Convenzione europea sono certifi

cati da un medico veterinario. Il certifi cato veterinario segue l’animale ed è presentato quando richiesto dalle autorità competenti.

3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione dell’articolo 10 della citata Convenzione europea sono da

considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell’articolo 544 -ter del codice penale.

Art. 3.

1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954,

n. 320, recante «Regolamento di polizia veterinaria», a seguito di morsicatura o aggressione i servizi veterinari

attivano un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofi siche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario.

2. I servizi veterinari, oltre a quanto stabilito dall’articolo 1, comma7, incaso di rilevazione di rischio elevato,

stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di una valutazione comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale.

3. I servizi veterinari detengono un registro aggiornato dei cani dichiarati a rischio elevato di aggressività ai sensi

del comma 2.

4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 stipulano una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e applicano sempre al cane, quando si trova in

aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, sia guinzaglio sia museruola.

Art. 4.

1. È vietato possedere o detenere cani registrati ai sensi dell’articolo 3, comma 3:

a) ai delinquenti abituali o per tendenza;

b) a chi è sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;

c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o

contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;

d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non defi nitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui

agli articoli 727, 544 -ter , 544 -quater , 544-quinques del codice penale, per quelli previsti dall’articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189, e dall’articolo 4 della legge 4 novembre 2010, n. 201;

e) ai minori di 18 anni, agli interdetti e agli inabili per infermità di mente.

Art. 5.

1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di polizia, di protezione civile e

dei Vigili del fuoco.

2. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) e b) , e all’articolo 1, comma 4, non si applicano ai cani

addestrati a sostegno delle persone diversamente abili.

3. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, lettere a) e b) , non si applicano ai cani a guardia e a conduzione

delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle regioni o dai comuni.

Art. 6.

1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti autorità secondo

le disposizioni in vigore.

Art. 7.

1. La presente ordinanza ha effi cacia per 12 mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Uffi

ciale della Repubblica italiana.

La presente ordinanza è trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione. Roma, 6 agosto 2013

p. il Ministro

il Sottosegretario di Stato

FADDA

Registrato alla Corte dei conti il 27 agosto 2013

Uffi cio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. Salute e Min.

Lavoro, registro

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 10 Set 2013 @ 06:57 PM

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 14 Ago 2013 @ 2:44 PM 

 800.137.079 è il numero verde

per aiutarli

Cane abbandonato sull'autostrada

Disidratato e riverso a terra, privo di forze.
E’ stato trovato così da un automobilista in via delle Case Rosse a San Basilio, a Roma, un cane di piccola taglia, abbandonato sul lato della carreggiata.
L’animale, privo di targhetta identificativa, è stato soccorso dagli agenti di una volante del commissariato che dopo averlo rifocillato, lo hanno portato in ufficio in attesa di affidarlo in buone mani.

Il fenomeno dell’abbandono dei cani e degli animali domestici in genere dura tutto l’anno, ma ha il suo apice nel periodo estivo.

Questo accade perché le persone che vanno in vacanza pensano che sia impossibile o troppo costoso prendersi cura dei loro piccoli amici a quattro zampe, e credono di risolvere il problema in maniera drastica.
Nella maggior parte dei casi, soprattutto per i cani, l’abbandono costituisce una condanna a morte, a causa della difficoltà che l’animale avrà nel trovare cibo e acqua.

Il manifesto di presentazione dell'iniziativa dell'Enpa

Da giugno a fine agosto sono circa 60mila i cani “dimenticati” sulle strade, davanti ai canili o vicino ai luoghi di villeggiatura.

Il problema ha dei risvolti anche dal punto di vista della sicurezza, perché gli animali che vagano abbandonati su strade e autostrade, spesso sono causa di incidenti.

“Nel 2012, a fronte dei 66.100 incidenti rilevati, nel 2,3 per cento dei casi sono stati coinvolti, a vario titolo, gli animali. Un numero di casi purtroppo in crescita negli ultimi tre anni dai 1.425 del 2010 ai 1512 dell’anno scorso”. Lo ha affermato il 26 giugno scorso Carlotta Gallo, dirigente della Polizia stradale di Milano, alla presentazione della campagna contro gli abbandoni promossa dall’Ente nazionale protezione animali (Enpa), con il patrocinio della Polizia di Stato.

Era presente anche “Striscia la notizia”, da sempre sensibile a queste problematiche, e per l’occasione ha realizzato unospot per promuovere l’iniziativa. Il protagonista non poteva che essere il paladino degli animali, Edoardo Stoppa, che insieme al biker Giacomo Lucchetti, è il testimonial della campagna.

L’iniziativa prevede l’attivazione, dal 1° luglio al 31 agosto, di un numero verde nazionale 800.137.079 al quale, 24 ore su 24, è possibile segnalare i casi di abbandono sulle strade.

Un operatore del contact center dell’Enpa ha il compito di fornire informazioni e numeri di telefono della sala operativa competente della polizia stradale. In questo modo gli agenti possono agire in modo tempestivo, salvando l’animale ed evitando possibili incidenti stradali.

Ricordiamo inoltre che abbandonare un animale, oltre ad essere un atto crudele e degradante, è anche vietato dal codice penale. L’articolo 727 prevede infatti l’arresto fino a un anno o un’ammenda da mille a 10mila euro.

Un interessante approfondimento sul tema dei reati a danno degli animali (uccisione, maltrattamento e abbandono) è stato pubblicato lo scorso anno su Poliziamoderna, la rivista ufficiale della Polizia di Stato.

Ma non sono solo cani le vittime di questo fenomeno, bensì tutti i “Pet” che si trovano nelle nostre case, quindi anche gatti, pesci, tartarughe, pappagalli e criceti.

Un animale non è un peluche animato, ma un nuovo membro della famiglia, e va trattato come tale.

Oggi è possibile portarlo in vacanza con sé grazie alle molte strutture turistiche che accettano cani e gatti, e molti sono gli enti che attraverso siti dedicati, aiutano a cercarle, tra i quali quello dell’Enpa (www.vacanzebestiali.org).

In alternativa, se proprio non è possibile portarli con sé, esistono le pensioni per gli animali domestici, nelle quali gli amici a quattro zampe vengono accuditi nei periodi di assenza del resto della famiglia.

13/08/2013
Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 14 Ago 2013 @ 02:44 PM

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 13 Ago 2013 @ 1:16 PM 

 

 SALVATI 32 CANI: ERANO

RIMASTI SENZA ACQUA E CIBO

Martedì, 13 Agosto 2013

IL PROPRIETARIO RICOVERATO IN OSPEDALE PER UNA MALATTIA

BESANA BRIANZA, SALVATI 32 CANI: ERANO RIMASTI SENZA ACQUA E CIBO
Costretti a vivere in condizioni critiche, con poca acqua e cibo e senza un recinto. I responsabili e volantari dell’Enpa hanno scoperto 32 cani di piccola taglia costretti a vivere così a Besana Brianza (MB) a due passi di una vecchia roulotte. L’operazione è stata realizzata in collaborazione con i veterinari dell’Asl. Il proprietario, in ospedale perché malato, li aveva accumulati negli anni, molto probabilmente, senza cattive intenzioni. I medici, infatti, hanno parlato nel suo caso di disturbo compulsivo dell’accumulo.
“Abbiamo dovuto recuperare tutti i cani e creare spazio per accoglierli nella nostra struttura – ha raccontato a “Il Giorno” Anna Cerantola dell’Enpa -. La maggior parte era affetta da virus e parassiti. Li abbiamo divisi in box e sottoposti a diverse terapie. Quelli sani, invece, corrono tranquilli nei recinti posti sul retro del canile. Nessuno di loro è risultato sterilizzato. Speriamo solo di riuscire a trovare famiglie in grado di prendersi cura di loro e donargli amore”.
Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 13 Ago 2013 @ 01:16 PM

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 21 Lug 2013 @ 11:58 AM 


SMILE

Mi chiamo Smile, Un anno fa ero un cane normale, in strada, come tanti..poi mi hanno investita.Buio, paura, dolore. Un bravo ragazzo si e’ fermato e mi ha raccolto dalla strada, era sicuramente un angelo.. mi ha portato da un veterinario che mi sta aiutando a riacquistare l uso delle zampe posteriori . . .no, non camminerò più,probabilmente,ma le zampe riesco a muoverle..sono scoordinata, avrò probabilmte bisogno di un carrellino, e di qualcuno che ami così come sono, meravigliosamente imperfetta,ormai.. Per ora non ho trovato una casa,il veterinario mi tiene in ambulatorio, vivo tutto il giorno in una gabbia senza vedere mai il sole.. nel box faccio fatica a muovermi perche’ il pavimento e’ troppo liscio, ci vorrebbe un bel giardinetto, un pezzettino di erba e terra, dove le mie zampe possano puntarsi e non scivolare, così potrei muovermi,ogni tanto, Mi chiamo Smile, perchè nonostante tutto questo amo la vita e le persone, e sorrido a tutti..sono giovane, circa 2 anni, la mia vita è cambiata, si è fermata..ma aspetto ancora te, per camminare insieme, vicini..

PER INFO

Rita
Email   cc16262@gmail.com
Telefono   3383877024

SMILE1SMILE2SMILE3

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 21 Lug 2013 @ 11:58 AM

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 25 Mag 2013 @ 12:04 PM 

L’HA PRESENTATA L’EURODEPUTATA STRIFFLER (PPE)

SOS LEVRIERI, ALL'EUROPARLAMENTO LA
Garantire la corretta applicazione della legislazione dell’Unione europea relativa al benessere degli animali” e “raccomandare azioni concrete al fine di pervenire alla cessazione immediata degli atti di crudeltà cui i levrieri sono sottoposti in Europa”. Lo chiede alla commissione europea un gruppo di europarlamentari che ha già aderito alla “dichiarazione scritta” preparata dall’on. Michèle Striffler (Ppe) accogliendo le petizioni inviate dal Collectif Européen pour la Protection des Lévriers, Di quest’ultimo organismo fa parte l’italiana “SOS Levrieri”.
“I levrieri – specifica la dichiarazione scritta – sono utilizzati per la caccia e per gare di corsa in molti Stati membri dell’Unione europea e possono subire torture da parte dei loro proprietari quando questi li giudicanoinadatti a tali pratiche. Le sofferenze estreme inflitte ai levrieri possono assumere molte forme, che vanno dall’abbandono fino all’impiccagione seguita dalla morte. Il problema è aggravato dalla mancanza di controlli da parte degli Stati membri sul commercio o il traffico dei levrieri in Europa. Le norme relative all’allevamento e alla detenzione dei levrieri sono molto diverse da una parte all’altra dell’Unione e la loro applicazione è ampiamente disattesa. I levrieri sono animali domestici e devono godere di una protezione adeguata”.
Per vincolare la commissione, il testo dovrà essere sottoscritto da almeno 350 parlamentari. Tra quanti hanno aderito, ci sono gli italiani Andrea Zanoni, Sonia Alfano , Gianni Vattimo (ALDE) e Iva Zanicchi (PPE).
Per ulteriori informazionihttp://www.soslevrieri.it/notizie/comunicati-stampa/944-declaration-ecrite-0006-2013
Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 25 Mag 2013 @ 12:04 PM

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 18 Mag 2013 @ 2:25 PM 

IL NUOVO CODICE DELLA STRADA E L’OBBLIGO DI SOCCORSO AGLI ANIMALI


 

Con il Decreto Ministeriale 9 ottobre 2012 n.217 Regolamento di attuazione dell’articolo 177, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall’articolo 31, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120, in materia di trasporto e soccorso di animali in stato di necessità, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.289 del 12.12.2012, il Decreto attuativo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti rafforza il cambiamento del Codice della Strada che ha già fissato dall’estate 2010 l’obbligo di fermarsi in caso di incidente con un animale, l’equiparazione dello stato di necessità di trasporto di un animale ferito come per una persona, l’utilizzo di sirena e lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila.
Per quanto concerne la definizione di “animale” si deve intendere per esso qualunque animale appartenente a specie selvatica o domestica: cinghiale, colombo, cane, gatto…etc.
La competenza e l’obbligo per il soccorso di animali randagi erano già fissate dalla legge 281/91 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” che riconosce il Sindaco quale responsabile civile e penale dei randagi e lo definisce “proprietario” degli stessi e identifica i Servizi veterinari Asl quali responsabili sanitari che hanno anche l’obbligo di curare un animale ferito.
Prima della modifica del codice della strada era possibile essere sanzionati se si passava con il rosso o se si violavano altri articoli dello stesso per una emergenza veterinaria, sia per il trasporto di un animale di proprietà che randagio.
Oggi, con le modifiche al nuovo codice della strada, l’emergenza veterinaria e il soccorso di animali appartenenti a tutte le specie, è stato equiparato a quanto previsto per il soccorso umano.
Un incredibile passo in avanti per il rispetto degli animali e dei loro diritti.
La medesima norma introduce altresì l’obbligo di soccorso a tutte le specie animali ferite, ciò a significare che chiunque, non solo se è il diretto responsabile di un incidente nel quale è stato coinvolto o ferito un animale, ma anche se assiste ad uno di questi casi, è obbligato ad intervenire e a segnalare le eventuali omissioni di soccorso di cui si è stati testimoni.
Ci si deve quindi rivolgere al Servizio Veterinario della Asl competente di zona e contestualmente chiamare le forze dell’ordine che, TUTTE (polizia municipale, polizia stradale, Corpo Forestale dello stato, Carabinieri, Polizia Provinciale, Guardia di Finanza etc) sono coinvolte obbligatoriamente nel soccorso, soprattutto se non è a disposizione un numero verde noto per il pronto soccorso del canile Municipale, di cui pero’ le forze hanno la reperibilità obbligatoria h 24, anche festiva.
Le specie selvatiche sono Patrimonio indisponibile dello Stato, la cui tutela e il soccorso sono demandate alle Regioni e alle Province, le quali attraverso i centri di soccorso propri o gestiti da Associazioni garantiscono l’intervento e il recupero degli animali feriti. E’ quindi opportuno contattare direttamente la Polizia provinciale o il Corpo Forestale dello stato.
Se invece si rinviene in mare o sulla battigia un animale in difficoltà è opportuno chiamare la Capitaneria di Porto e il Corpo Forestale dello Stato che provvederanno a coinvolgere tutte le unità operative specializzate e dislocate in zona, in particolar modo per l’intervento su cetacei e tartarughe.
Nel caso si assista ad una omissione di soccorso è quindi opportuno raccogliere quante più informazioni possibili (data, orario, targa della macchina o del mezzo/i coinvolti, dinamica etc, eventuali foto o immagini filmate) e comunicarle tempestivamente alle forze dell’Ordine.
La norma rafforza il ruolo delle Guardie zoofile le quali, nell’esplicazione di una operazione di soccorso, vedono equiparato il loro ruolo e le loro funzioni a quelle dei Carabinieri e della Polizia. Si sancisce la possibilità di uso di sirena anche da parte di mezzi di soccorso veterinari/ambulanze sulle quali il Ministero della salute dovrà a breve emanare un provvedimento, per la definizione delle caratteristiche dei mezzi che saranno riconosciuti come mezzi specifici di soccorso per poter quindi usufruire del diritto all’utilizzo della sirena.
E’ da rammentare inoltre che:
- il veterinario libero professionista, in quanto incaricato di pubblico servizio e per quanto previsto dal Codice deontologico della Professione Veterinaria che consta di un insieme di precetti che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI) ha approvato per regolare il corretto esercizio della professione veterinaria, all’Art 1 evidenzia: “… il rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti” e inoltre all’Art. 9 sottolinea che l’attività del Medico Veterinario debba esplicarsi “… secondo scienza, coscienza e professionalità” e che all’art 16 “Il Medico Veterinario ha l´obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza.”
-il medico veterinario nell’esercizio della sua professione in qualità di dipendente del servizio veterinario pubblico è definito “veterinario ufficiale”, poiché ai sensi dell’art. 221 del Codice Penale è a tutti gli effetti un Pubblico ufficiale e Agente di Polizia Giudiziaria. Questa modifica normativa rende ancor più necessaria l’istituzione di un numero unico di riferimento per il soccorso agli animali facilitando così l’intervento, il consolidamento e l’implementazione dei servizi di pronto soccorso veterinario delle Asl, una attenta ridefinizione e riorganizzazione dei Centri di soccorso per gli animali selvatici e un coordinamento tra tutti gli organismi coinvolti al fine di consentire la corretta applicazione della norma e di porre a regime la sua naturale attuazione.
A cura di Ilaria Ferri-Direttore scientifico Ente Nazionale Protezione Animali. Uso consentito citando la fonte.

 

 

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 18 Mag 2013 @ 02:25 PM

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 14 Apr 2013 @ 6:14 PM 
abbbayed

Hanno tentato di ucciderlo. Ma Abayed, un cane pastore di 6 anni, aveva troppa voglia di vivere e ce l’ha fatta. Tutto ebbe inizio due anni fa, quando, scambiato per un randagio, fu colpito alla schiena da un proiettile che gli paralizzò per sempre gli arti posteriori causando gravi lesioni al midollo. La sua è una storia commovente, caratterizzata, per fortuna, da un happy end.

Abayed, infatti, nonostante la paralisi, ha avuto una seconda chance: i suoi proprietari, disperati, lo portarono alla Humane Center for Animal Welfare di Amman, dove fu sottoposto a una delicata operazione. I medici erano decisi a trovare la soluzione migliore per lui, per tornare a vederlo  correre e divertirsi sui prati della Giordania, dove fino a quel momento aveva condotto un gregge di oltre 200 pecore.

abbayed

abbayed2

Allontanato  fin da subito lo spettro di una probabile soppressione, soprattutto grazie alla sua grandissima vitalità, per lo straordinario cane pastore fu realizzata appositamente uno speciale deambulatore dotato di due ruote. È così che Abayed, che in giordano significa bianco, è tornato a inseguire le pecore, anche senza l’uso delle zampe. Ora, però, vive nel centro per animali che lo ha salvato, perché i suoi proprietari pastori non avevano i mezzi per prendersi cura di lui dopo l’infortunio. Ad Abayed manca la parola, ma se potesse parlare avrebbero molto da dire…

 Creato 28 Marzo 2013

Scritto Da

           Roberta Ragni

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Ultima modifica: 14 Apr 2013 @ 06:17 PM

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 12 Apr 2013 @ 10:59 PM 

Maicon: splendido esemplare di pitbull maschio di 16 mesi. Maicon purtroppo cerca casa e anche urgentemente! Siamo andati a trovarlo ed effettivamente è un gran cane. Ora si trova in famiglia, ma il padrone è costretto a vivere barricato in casa perchè sta malissimo solo standogli vicino. Ha una bruttissima allergia che è iniziata a gennaio e si trova a suo malgrado a darlo via. Maicon è buono con le persone, con i cani maschi è da verificare, ma con le femmine non ha nessun problema, anche con i bimbi sembra andar bene. adora stare in casa e in particolar modo sul divano.. Aiutateci a trovargli una nuova casa!! Per info Damiano 3928307809 o nemesis81@alice.it

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 04 Mar 2013 @ 10:08 PM 

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 04 Mar 2013 @ 7:50 PM 

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 22 Feb 2013 @ 6:37 PM 
Venerdì, 22 Febbraio 2013

ANOMALIE NELL’ESTRO NOTATE DALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE

GREEN HILL, L'ULTIMO SOSPETTO: CAGNE DOPATE PER FARE PIU' CUCCIOLI

E’ davvero inquietante l’ultimo sospetto che aleggia sui responsabili di Green Hill: aver “dopato” le fattrici dell’allevamento per incrementarne la fertilità e quindi la “produttività”. Molte delle cagnoline date in affidamento, infatti, vanno in calore una volta al mese invece che una, o al massimo, due volte l’anno, come sarebbe normale. Lo scrive “Il Giorno”, citando “informazioni incrociate” che stanno pervenendo dcalle associazioni animaliste, che a loro volta raccolgono segnalazioni e certificati veterinari rilasciati alle famiglie affidatarie. Allo strano ciclo delle cagnoline è associato anche uno stato di prostrazione che ha indotto un invecchiamento precoce. Probabilmente tutti questi elementi renderanno più corposo il fascicolo del pm Cassiani, che già accusa i titolari di uccisioni senza necessità e di maltrattamento

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Ultima modifica: 22 Feb 2013 @ 06:37 PM

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 13 Feb 2013 @ 6:31 PM 

Tar: allevamento di visoni regolare Animalisti sul piede di guerra

Secondo il Comune la struttura è troppo vicina alle case

di Beatrice Raspa

Toghe

Montirone, 12 febbraio 2013 - L’allevamento di visoni a Montirone è a norma e può tornare a insediarsi. Via libera dal Tar di Brescia all’attività di via Palazzo 76, già oggetto di un’ordinanza comunale di sgombero per la distanza ravvicinata alle case.  I giudici del Tribunale amministrativo hannoaccolto il ricorso dei titolari della ex Fioreria, che così potrà ricominciare ad allevare i piccoli carnivori da pelliccia a dispetto anche delle proteste dei residenti del circondario. I primi animali sono già stati riposizionati nelle gabbie.

Sul piede di guerra anzitutto gli animalisti, domenica protagonisti di un blitz davanti all’azienda, sui cui cancelli è stato affisso uno striscione: “Voi riprendete lo sterminio, noi ricominciamo la lotta”. Firmato: associazione Cento per cento animalisti. Per il Tar l’azienda ospita un allevamento – prima polli, poi visoni – da un quarantennio.  Sono le case attorno, alcune a soli 45 metri, ad essere state edificate in un momento successivo a ridosso della ex Fioreria. Per la quale, dunque, diventa inapplicabile il regolamento comunale che impone a chi alleva animali da pelliccia la distanza minima di 100 metri dalle case isolate e 500 dal paese. Il Comune, dunque, che a fine giugno scorso aveva varato lo sgombero, è costretto a un passo indietro: «Valuteremo se vi sono gli estremi per impugnare la sentenza», ragiona il sindaco Francesco Lazzaroni.

Il caso fu sollevato un anno fa dal circolo locale di Legambiente, che in breve catalizzò un migliaio di firme per motivi etici, ma anche lamentele dei cittadini per una presunta moltiplicazione di cattivi odori, mosche e ratti. Accuse rigettate dall’azienda, che si è difesa mostrando i verbali dell’Asl, sempre in ordine. Impugnato lo sgombero, il Tar in attesa di decidere aveva concesso una sospensiva fino al 30 novembre, così da permettere agli allevatori di terminare il ciclo produttivo. Ma il primo dicembre i tremila animali da pelliccia – 800 fattrici – allevati dal 2011 furono smobilitati. Nel frattempo la Procura, sollecitata dagli animalisti – anche l’ex Ministro Vittoria Brambilla depositò un esposto - aprì un fascicolo per maltrattamenti. Tuttavia l’inchiesta non rilevò alcunché di anomalo. Tutto, dalla misura delle gabbie agli scarichi dei liquami, dalle celle frigorifere al sistema di abbattimento dei visoni, fu trovato in regola.
di Beatrice Raspa

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 13 Feb 2013 @ 06:31 PM

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 30 Giu 2012 @ 1:12 PM 

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 28 Mar 2012 @ 9:23 PM 

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 16 Feb 2012 @ 5:30 PM 

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 21 Nov 2011 @ 9:44 PM 

Già da un anno e mezzo stiamo divulgando le petizioni da firmare al fine di sostenere le iniziative

internazionali di tante associazioni che chiedono all’Unione Europea di confermare il divieto assoluto

di vendita di cosmetici con ingredienti testati su animali entro il marzo 2013, ed evitare uno slittamento

di questa data.

Dato che la Commissione Europea, il Parlamento ed il Consiglio decideranno sulla materia entro i

primi mesi del 2012, serve un ultimo sforzo per divulgare le petizioni attive e cercare così di arrivare

al traguardo di un iter legislativo che è iniziato quasi 20 anni fa nell’UE: il divieto assoluto di vendita

di cosmetici con ingredienti testati su animali, in qualunque parte del mondo questi test siano eseguiti.

Per questo abbiamo approntato una campagna, “Cosmetici cruelty-free entro il 2013″, in cui vengono

raccolti sia gli articoli di approfondimento su questo tema, sia, soprattutto, le petizioni da firmare

on-line e un modulo cartaceo da scaricare e far firmare ai tavoli informativi, ma anche ai propri amici

e conoscenti.

Non è difficile trovare sostegno su questo tema, perché tutti sono contrari ai test su anima li per i

cosmetici. Ma l’aspetto “cosmetici” è solo una parte della questione, che ha risvolti molto più ampi.

Infatti, la battaglia per abolire i test cosmetici è stata il motore trainante per l’eliminazione dei test

su animali anche in tutto il settore dei test di tossicità (cioè tutti quei test che vengono fatti su ogni

sostanza chimica per poter valutare la sua sicurezza prima della messa in commercio, in qualsiasi

campo essa venga usata): ogni sviluppo di metodi alternativi per i “test cosmetici” ha ripercussioni

su TUTTO il settore dei test di tossicità e quindi salva moltissimi animali, in tutto il mondo; questa è

una cosa GRANDIOSA e importantissima.

Per questo è ancora più importante far applicare davvero il divieto totale nel 2013.

Invitiamo dunque tutti a visitare la pagina della Campagna: Cosmetici cruelty-free entro il 2013,

firmare le petizione indicate e divulgarla il più possibile, invitando le persone a visitarla e a firmare:
http://www.agireora.org/attivismo/petizioni-test-cosmetici-2013.html

Inviate a tutti i vostri conoscenti questo link, condividetelo su FB, twittatelo, insomma: divulgate! :-)

Grazie!

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 21 Nov 2011 @ 09:44 PM

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 23 Ott 2011 @ 8:59 PM 

Sabato mattina (22.10.2011) abbiamo trovato un piccolo riccio

bruciato, con accanto ancora i resti delle cartacce che hanno

alimentato il fuoco. Due ragazzi lo avevano incartato e bruciato.

Probabilmente avevano deciso di concludere la serata passata al

pub di fronte (La Stiva) con un gesto “eroico”(==>vigliacco) tra la

mezzanotte e la mezzanotte e mezza. è probabile anche che siano

due giovani del matteotti. Abbiamo affidato all’ENPA il fratellino,

e ci è stato detto che dovevano avere poche settimane.

L’atto infame e inqualificabile è stato scoperto e immediatamente

reso noto alle forze dell’ordine e a Enpa Saronno, da una sensibile

insegnante residente nei condomini che affacciano sulla via dove è

accaduto il fatto.

“Il tutto deve essere successo tra la mezzanotte e la mezzanotte e mezza

ha comunicato la signora sia ai Carabinieri sia a Enpa –- perché ricordo

di aver visto delle fiamme davanti al nostro ingresso condominiale, ma

mai più immaginavo quel che si stava consumando. E’ stato solo al mattino

che mio marito, uscito per delle commissioni s’è reso conto che tra la cenere

dei giornali giaceva una piccola creatura che altri non era che un riccio di

poche settimane. Questo scempio m’ha talmente ferito e disgustato che ho

immediatamente fatto segnalazione alle forze dell’ordine e all’Enpa affinché

si identifichino gli autori di questa vigliaccata”.

Sia la denunciante, sia Enpa, sia i Carabinieri stanno ora ricostruendo la

vicenda mettendo insieme tutte le informazioni e le testimonianze raccolte

in loco. Fortunatamente c’è più di una persona che ha visto e questo fa ben

sperare nell’esito positivo delle indagini. Intanto il corpicino dell’animale

è stato preso in carico da Enpa per sottoporlo ad alcune verifiche sanitarie.

Nel frattempo è stato tratto in salvo il ‘fratellino’ del riccio bruciato, ed era

in cura presso i volontari in attesa di consegnarlo al CRAS di Vanzago per il

reinserimento in natura

.
“Si rammenta, nello specifico, che in questa circostanza si è consumato più

di un reato da codice penale: uccisione di animale (art. 544 bis c.p). e

maltrattamento (art. 544ter c.p.). Oltre a una grave violazione riferita

alle specie selvatiche poste sotto la tutela dello Stato italiano (e relative norme),

come appunto lo sono i ricci europei” specificano dalla sede di via Antici 5.
E proseguono: “Vale la pena, infine, sottolineare che da tempo gli studi psicologici

e criminologi hanno messo in evidente relazione come l’insorgenza di atti di crudeltà

sugli animali rappresentino allarmanti segnali di comportamento antisociale da

non sottovalutare in alcun caso. L’assenza di empatia – il sentire le urla di dolore e

i lamenti di una creatura indifesa senza provarne pietà – è un pessimo indicatore

della totale assenza di rispetto non solo nei confronti degli animali, ma per tutte

quelle creature – compresi i propri simili – che si trovano in situazioni svantaggiate”.
Su questo argomento – tra l’altro – Enpa Saronno organizzerà una serata aperta al

pubblico nella Primavera del 2012.
Per chi volesse esprimere la propria opinione può visitare l’account di Facebook Enpa

Saronno o quello aperto appositamente dai ragazzi del Liceo GB. Grassi denominato Il Ricetto.

 

ric

Questo è il fratellino che è sfuggito al gesto

 

 

11111111

222222222222222

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 26 Ott 2011 @ 07:49 PM

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 28 Mag 2011 @ 5:15 PM 

E’ APPENA NATO E GIA’ SI E’ ISCRITTO ALL’ ENPA IN QUALITA’ DI SOCIO JUNIOR !!!

I GIOVANI D’OGGI SANNO QUELLO CHE E’ GIUSTO !!!

CONGRATULAZIONI AI FELICISSIMI GENITORI..

Foto0146


Federico X SITO

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 09 Ott 2011 @ 11:53 AM

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 02 Set 2010 @ 8:51 PM 
animali

Revisione della direttiva 86/609 sulla vivisezione

A partire dall’8 settembre il Parlamento europeo esaminerà in seconda lettura la proposta di revisione della direttiva 86/609 sull’utilizzazione degli animali per scopi scientifici.

Noi primi firmatari e garanti del manifesto “La Coscienza degli Animali”, già sottoscritto da migliaia cittadini, non possiamo che dirci sorpresi e sconcertati dai contenuti di tale testo.

La revisione che il Parlamento europeo si appresta ad esaminare non persegue con sufficiente determinazione l’obiettivo di ricercare e diffondere metodi  alternativi alla sperimentazione sugli animali, pratica che offende il sentimento collettivo. Inoltre  condanna ad una morte ingiusta quanto inutile anche gli animali d’affezione.

A puro titolo d’esempio ricordiamo che la bozza approvata dal Consiglio europeo apre alla sperimentazione su cani e gatti randagi, consente il riutilizzo di animali già sottoposti ad esperimenti, permette la sperimentazione senza anestesia, autorizza interventi invasivi su animali per scopi didattici e ammette procedure di tortura quali il nuoto forzato fino all’esaurimento o l’isolamento di cani o primati per lunghi periodi.

Si tratta con tutta evidenza di pratiche crudeli nei confronti di esseri che hanno un elevato livello di sensibilità e, in molti casi,  sviluppano veri e propri sentimenti simili a quelli dell’uomo. Ammettere questi atti di violenza non ci sembra certo in linea con i principi delle istituzioni civili né  indispensabile per gli scopi scientifici che tutti  vogliamo perseguire.

L’Unione europea ha già dato prova di saggezza e lungimiranza vietando entro il 2013 la vendita di tutti i prodotti cosmetici testati su animali. Ora, onorevoli deputati, ci rivolgiamo a voi perché, nello stesso spirito, vogliate confermare che infliggere inutili sofferenze agli animali è contrario ai principi della nostra civiltà e che lo sviluppo della ricerca scientifica, necessita oltre che di adeguato sostegno finanziario,  anche  di uno sforzo  nella direzione del definitivo superamento della sperimentazione su animali a favore di metodi alternativi ad essa.

Inoltre a nostro parere è necessario che in ogni Istituzione di Ricerca venga creato un Comitato Etico (esattamente come per la ricerca sull’uomo), composto da persone non appartenenti all’Istituzione stessa che, per ogni proposta di ricerca che coinvolga animali di laboratorio, valuti la reale necessità e giustificabilità scientifica, l’utilità per il progresso dell’umanità e la correttezza della conduzione della ricerca nel rispetto del mondo animale.

Noi firmatari abbiamo scelto di essere “La Coscienza degli Animali” e di dedicare il nostro impegno  per dare voce a chi voce non ha. Vi chiediamo di essere al nostro fianco dalla parte delle migliaia di animali che ogni giorno soffrono in silenzio, sottoscrivendo la lettera aperta a tutti i parlamentari che troverete andando sul  link

http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/sottoscrivi-la-lettera-aperta/form/6?random=0

Interpreterete così – ne siamo certi – anche il sentire più autentico della maggioranza dei cittadini Europei

Il rispetto per la Vita è una delle grandi conquiste dell’uomo, è un segno di civiltà.

E la Vita non è solo la “nostra” Vita, ma anche quella di tutto ciò che ci circonda.

Chi rispetta la Vita deve rispettarne ogni forma.

Chi è crudele con gli animali lo è anche con gli esseri umani.

Gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti.


Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita.

Infliggere loro sofferenze per crudeltà, o peggio per divertimento, è un atto di violenza e un segno di arretratezza morale che non fa parte del mondo civile.

Per questo è necessario porre un freno al massacro degli animali nella stagione venatoria, fino alla totale abolizione della caccia. Non è degno di un Paese civile uccidere per sport, spesso con metodi crudeli, esseri viventi ignari e indifesi.

Per questo va eliminata la inumana detenzione di animali nei circhi e negli zoo.

Per questo va drasticamente vietata l’importazione di animali esotici da altri Paesi e continenti.

Per questo va regolamentato il barbaro trasporto di animali da macello in condizioni vergognose, senza cibo e acqua per giorni, ammassati in spazi invivibili. Anche agli animali presenti negli allevamenti occorre garantire un ambiente sano e che consenta libertà di movimento.

Per questo deve essere sempre vietato il feroce sgozzamento degli animali da macello senza stordimento e la conseguente agonia per dissanguamento.

Per questo va vietata e penalizzata la vivisezione, che è priva di reale validità scientifica.

Va inoltre punito più severemente  l’abbandono degli animali domestici e la loro detenzione in condizioni degradanti e va promossa un’azione di sensibilizzazione contro l’uccisione di animali per ricavarne capi di abbigliamento, come le pellicce.

Gli animali nascono uguali davanti alla Vita e per questo hanno il diritto di essere rispettati.

Rispettando gli animali, rispettiamo noi stessi, la natura di cui facciamo parte e, soprattutto, rispettiamo il valore della Vita, non dimentichiamo queste  parole :

Gli animali non esistono in funzione dell’uomo; essi hanno un’esistenza ed un valore propri. Una morale che non incorpori questa verità è vuota. Un sistema giuridico che lo escluda è cieco.
(Tom Regan
)

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 02 Set 2010 @ 10:06 PM

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 13 Ago 2010 @ 2:22 PM 

In quante, troppe, case c’è una piccola vaschetta di plastica con due centimetri d’acqua in cui agonizza, per anni e anni, una disperata Tartaruga d’acqua dolce, senza né poter stare all’asciutto, né poter nuotare!turtle

Uno dei maltrattamenti più silenziosi, una forma di, sia pur talvolta inconsapevole, sadismo al quale l’uomo sottopone queste mute creature che hanno la disgrazia di essere resistentissime.

Le Tartarughe d’acqua dolce, che arrivano a noi direttamente dal Mesozoico e dal Triassico, non trascorrono, in natura, la vita interamente in acqua, ma conducono un’esistenza prettamente anfibia, rimanendo diverse ore a prendere il sole sulle rive, aggrappate a un tronco o a masse di vegetazione galleggiante.

Fortunatamente, le specie marine sono tutte indistintamente protette, ma per le Tartarughe d’acqua dolce la sorte è generalmente drammatica. Le più fortunate sono quelle ospitate all’aperto in un laghetto di un Parco o di privati; ma le Tartarughe tenute in casa languiscono in vaschette la cui commercializzazione andrebbe categoricamente proibita. Per garantire alle Tartarughe d’acqua una dignitosa ospitalità domestica, occorre un acquaterrario che offra la possibilità di raggiungere agevolmente sia una parte asciutta (con fondo di ghiaia o di sabbia) sia la vasca con acqua profonda almeno mezzo metro.

Per le Tartarughe è indispensabile poter fare bagni di sole, che permettono la sintesi della vitamina D e il corretto metabolismo del calcio e del fosforo, minerali fondamentali per questi animali dall’imponente struttura ossea. Allo stesso modo, è assolutamente necessario che le Tartarughe possano, al contempo, anche poter scegliere di accedere ad una zona ombrosa, per evitare il surriscaldamento corporeo. Non potendo collocare l’acquaterrario in una posizione abbondantemente illuminata dai raggi del sole, si possono utilizzare lampade che emettano lo spettro completo di radiazioni, compresi i raggi ultravioletti.

La dieta delle Tartarughe d’acqua dolce deve essere costituita da pesce crudo, carne tritata, fegato, molluschi, crostacei, foglie di lattuga, alimenti per cani e gatti, mangime liofilizzato specifico e, ogni tanto, un po’ di frutta. I mangimi liofilizzati specifici, da soli, non sono assolutamente sufficienti!

Molte Tartarughe detenute nelle criminali vaschette commerciali con due centimetri d’acqua, soffrono di gravi patologie a causa dell’immobilità forzata, dell’impossibilità di nuotare come dovrebbero e di stare all’asciutto, dell’errata alimentazione, dell’acqua sporca, dell’assenza o scarsità di luce solare, della dieta poco variata, della temperatura sbagliata: ecco quindi insorgere il rammollimento della corazza, la paralisi, congiuntiviti e altre patologie oculari, micosi, raffreddori, noduli, ascessi…

Cosa possiamo fare?

Iniziare a diffondere queste prime informazioni di base, sensibilizzare negozianti e persone in genere sulla crudeltà del detenere le Tartarughe d’acqua dolce nelle feroci vaschette commerciali. Sarebbe utile fare pressioni sulle case produttrici affinché aumentassero le misure delle vaschette e sui politici perché stabilissero, per legge, misure minime; l’obiettivo finale dovrebbe essere la proibizione della commercializzazione delle Tartarughe d’acqua dolce, così come già avviene per le Tartarughe marine.

Se conoscete qualcuno che detiene Tartarughe d’acqua dolce nelle vaschette domestiche, fategli sapere che liberare le stesse nel lago di un Parco o di un privato è pericolosissimo: la lunga permanenza in quella che equivale esattamente ad una vera e propria bara, paralizza o rende gravemente disabili le Tartarughe.
Quindi: prima di liberarle, andranno riabilitate al nuoto da persona esperta e compassionevole, in vasche con poca acqua, aumentando via via la profondità.

Purtroppo, in Italia, esistono pochissimi centri di recupero per Tartarughe d’acqua dolce, e i Parchi generalmente non accettano altre Tartarughe. La legge non contempla ancora questa problematica.

Quando veniamo a conoscenza di Tartarughe d’acqua dolce tenute nelle vaschette domestiche, e’ nostro dovere convincere il proprietario o a fornirsi di un adeguato acquaterrario o a riabilitare e liberare le Tartarughe, cercando il laghetto di un privato disponibile.

Questo è solo un primo confuso appello. Mi auguro si riescano a mettere insieme idee, proposte; insomma, mi auguro che la silenziosa e disperata sofferenza delle Tartarughe d’acqua dolce bloccate nei due centimetri d’acqua delle vaschette domestiche, e private di tutto, inizi a vedere uno spiraglio di speranza!

(informazioni scientifiche tratte da “Tartarughe e Tartarughine terrestri e acquatiche” di Enrique Dauner e Filippo Vaini – De Vecchi Editore).

Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 13 Ago 2010 @ 02:22 PM

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 01 Ago 2010 @ 10:26 AM 
NOVITÀ ANCHE PER GLI ANIMALI: PUNITA L’OMISSIONE DI SOCCORSO
Abbandonare al suo destino un animale ferito a causa di un incidente stradale potrebbe costare molto salato. E non fa differenza se il responsabile del comportamento omissivo abbia causato il sinistro oppure sia semplicemente “coinvolto” in esso: in entrambi i casi il trasgressore sarà punito con una sanzione amministrativa, più gravosa nel primo (da 389 a 1.559 euro), più leggera nel secondo (da 78 a 311 euro). E’ quanto stabilisce il secondo comma dell’articolo 32 del Ddl che riforma del Codice della Strada, approvato oggi in via definitiva dal Senato. Ma questa per gli animali non è l’unica novità. Il primo comma dell’articolo 32, infatti. oltre a consentire l’uso di dispositivi quali sirene e lampeggianti “ai conducenti delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell’espletamento dei servizi urgenti di istituto” colma un annoso e grave vuoto legislativo relativamente allo stato di necessità. Grazie alla riforma, chi dovesse trasportare animali in gravi condizioni di salute – la misura si applica anche ai privati – e si trovasse a violare le norme del Codice della Strada potrà invocare a sua discolpa lo stato di necessità, a patto di poterlo dimostrare. “L’introduzione nel Codice della Strada dell’obbligo di assistenza agli animali investiti o feriti è un passo di civiltà; un provvedimento che fa onore al Parlamento, che interpreta così il sentire del Paese nei confronti degli animali”, è quanto ha dichiarato il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, commentando le novità introdotte dalla riforma. (28 luglio)
Scritto da: mariotticlaudio
Ultima modifica: 01 Ago 2010 @ 10:26 AM

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 16 Mar 2010 @ 10:41 PM 

Caccia-K43

13 marzo 2010. Questi sono dati, nudi e crudi. Io non commento. Pensateci voi se volete. Le maggiori associazioni protezionistiche del paese hanno commissionato a Ipsos un sondaggio sulla caccia. ENPA, LAV, Legambiente, Lipu e WWF Italia sciorinano dati che non ammettono dubbi. Il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario.

Conviene spiegare, a chi non è del mestiere, che i cacciatori possono liberamente entrare nella proprietà privata di Mario Rossi, se questa si trova in territorio di caccia, mentre uno che voglia fotografare un uccello non può, se non ha il permesso del proprietario. Torniamo a Ipsos. L’84% degli intervistati consentirebbe la licenza di caccia soltanto a 21 La stessa percentuale di cittadini chiede, per ragioni di sicurezza pubblica, che la licenza venga ritirata allo scadere dei 70 anni. L’86 % è favorevole ad aumentare la distanza di divieto di caccia, oggi fissata in 100 metri dalle abitazioni (verso le quali è vietato sparare da 150 metri), in 50 metri da strade e ferrovie (sempre con i 150 metri di “franchigia”) e in 100 metri da macchine agricole in funzione nonché fondi in cui vi sia bestiame al pascolo.

E’ lampante, dai risultati del sondaggio, una richiesta pressante di maggiore sicurezza pubblica nei confronti di uomini, animali, escursionisti, turisti e semplici persone che con la caccia nulla hanno a che spartire. Per quanto riguarda gli uccelli migratori, uno dei punti più discussi e discutibili dell’attività venatoria, addirittura il 77% degli italiani ne chiede la protezione totale mediante l’abolizione della caccia. Il 71% chiede poi di limitare la pratica venatoria ai soli mesi di ottobre, novembre e dicembre, contro i cinque mesi attuali più i supplementari che le lobby degli armieri e dei cacciatori vorrebbero aggiungere al calendario, cosa che ha provocato una protesta così veemente da parte degli animalisti come non si vedeva da anni.

D’altronde, di fronte a dati simili, la manovra portata avanti da vasti settori della caccia per “sparare di più e più a lungo” pare del tutto avventata. Era ovvio che chi alla caccia è contrario non sarebbe stato con le mani in mano e, di fronte a una dichiarazione di guerra, con la guerra avrebbe risposto. Sul famoso articolo 43, passato in Senato e ora in discussione alla Camera, che permetterebbe l’estensione della stagione venatoria oltre i cinque mesi attuali, l’81% degli italiani ha detto no. “Maggioranza schiacciante e trasversale” commentano gli animalisti, di cui il governo e il parlamento deve tenere conto. Anche per quel che riguarda le prossime elezioni regionali, il sondaggio Ipsos mostra il 69% degli elettori contrario ai candidati che propongono norme favorevoli alla caccia e 4 elettori su 10 sarebbero, per questo motivo, disponibili a cambiare il voto. L’89% vuole dai candidati un impegno politico che aumenti la tutela per gli animali e la natura.

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 13 Gen 2010 @ 8:29 PM 

 

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 23 Giu 2009 @ 11:50 PM 

Vi ricordate di Spike, il cane ustionato con acido solforico?

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 09 Mar 2009 @ 10:19 PM 

 

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 02 Mar 2009 @ 9:49 PM 

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 08 Feb 2009 @ 11:03 PM 

DENUNCIATI GESTORI DI UN CANILE: IMPORTAVANO CUCCIOLI ILLEGALMENTE. 

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 24 Nov 2008 @ 7:32 PM 

 

 

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SPYKE

 
 11 Ott 2008 @ 10:48 AM 

 

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 10 Lug 2008 @ 8:33 PM 

 

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 08 Mar 2008 @ 1:34 PM 

Il comune di Vivaro, in prov. di Pordenone che ha deliberato per
la soppressione dei cani del canile che non sono stati adottati entro
l’anno di permamenza. Il tutto contro la legge italiana. Tra l’altro
intendono fare richiesta in Regione per chiedere una deroga sugli
abbattimenti.Io ho mandato una mail di disaccordo. Se voi ne mandate

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 19 Feb 2008 @ 11:44 PM 

 

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 16 Feb 2008 @ 6:14 PM 

 

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 14 Feb 2008 @ 6:52 PM 

Fatti un regalo: adotta un cane

13/02/2008 – il Comune di Ceriano ha aderito alla campagna di sensibilizzazione "C’è un amico che ti aspetta"

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 10 Feb 2008 @ 10:54 PM 

 

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 20 Gen 2008 @ 6:27 PM 

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 20 Gen 2008 @ 12:21 AM 

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 19 Gen 2008 @ 6:57 PM 

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 13 Gen 2008 @ 3:49 PM 

 

                            Diario di un cane secondo atto

Quando venisti a prendermi  ero così piccolo,entrai  nella tua mano.
Dicesti che ero il più bello della cucciolata.
Mi portasti a casa.
Un bimbo, tuo figlio, mi accettò con gioia.
Divenimmo amici.
Cresciuto mi insegnasti il gioco della caccia.
Mi dicevi: Bravo!
Qualcuno ti chiedeva : Lo vendi?
Rispondevi "NO" e il mio cuore di cane ne gioiva,  io ti amavo,anche
se mai mi facevi una carezza.
Gli anni sono passati;  son diventato cieco, ordo,malandato, dimenticato,
 solo; con poco pane e acqua.
Quando ti sento passare  il mio cuore di cane freme di gioia.
Vorrei venirti incontro  ma son legato e la catena è corta.
Stasera hai detto al figlio,  ormai divenuto uomo:
" Domani uccido il cane o lo abbandono,  non serve più, è un peso morto".
Signore Iddio,  fai che stanotte  io muoia sotto il suo tetto,  che egli non

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 13 Gen 2008 @ 3:43 PM 

 

IL DIARIO DI UN CANE

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 13 Gen 2008 @ 3:39 PM 

Consigli per il ritrovamento di cani smarriti

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 13 Gen 2008 @ 3:30 PM 

 

 

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 13 Gen 2008 @ 3:17 PM 

 

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